Buone notizie per il comparto bovino sardo: la regione ha revocato la zona di restrizione istituita nel giugno 2025 per la dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease). La decisione è stata adottata dalla direzione generale della sanità – Servizio Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, a seguito del completamento delle attività di controllo sul territorio e dell’esito favorevole delle visite dei medici veterinari delle ASL competenti. La copertura vaccinale ha raggiunto livelli elevati: il 97,8% degli stabilimenti e il 96,5% dei capi sono stati vaccinati secondo il piano obbligatorio regionale. “Questo risultato è frutto del lavoro coordinato tra Regione, ASL e medici veterinari e della collaborazione del comparto zootecnico”, ha dichiarato la presidente della Regione ed assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde. “Continueremo a mantenere alta l’attenzione, assicurando sorveglianza e prontezza di intervento per tutelare il patrimonio zootecnico e la sicurezza sanitaria”.
Per l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, la revoca consente di riprendere la movimentazione dei bovini, un passaggio “atteso dal comparto e legittimato dai risultati raggiunti. L’altissima percentuale di vaccinazioni testimonia la responsabilità degli allevatori sardi e garantisce la sicurezza dei nostri capi anche rispetto al resto d’Italia”. Dal 2 marzo sarà possibile presentare le richieste di indennizzo per compensare i maggiori costi di produzione sostenuti durante il blocco sanitario. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure europee: la Decisione di esecuzione (UE) 2026/190 del 21 gennaio 2026 aveva fissato come termine ultimo di applicazione il 26 gennaio 2026 per la zona di protezione e il 12 febbraio 2026 per la zona di sorveglianza. Con il venir meno delle condizioni che imponevano le restrizioni, la Regione ha disposto la revoca, consentendo il ritorno alla piena operatività del comparto bovino.












