Decimomannu, Santa Greca stampata sulle magliette: scoppia il caos. Insulti contro l’associazione, ho letto parole come “disgusto”, “mancanza di rispetto”, accuse di aver svilito la figura della Santa e considerazioni che, sinceramente, trovo ingenerose nei confronti di chi da anni dedica tempo, energie e passione all’organizzazione di Santa Greca”.
La sindaca prende posizione ed esprime solidarietà all’associazione: “Queste magliette non nascono per mancare di rispetto a Santa Greca.
Nascono da una proposta dell’Associazione e da una necessità molto concreta: trovare nuove forme di autofinanziamento e, contemporaneamente, nuovi modi per promuovere la festa”.
È uno degli appuntamenti più attesi di tutto l’anno, decine di migliaia di persone da tutta la Sardegna si recano al simulacro per rendere omaggio alla Santa nei giorni di festa: un rito, sia per i fedeli che per chi condivide il programma civile. Bancarelle, giochi, spettacoli e concerti organizzati mesi prima e realizzati grazie alle risorse finanziare raccolte. Contributi istituzionali e privati, ma “la questua, che per anni ha rappresentato una risorsa importante, non produce più le stesse entrate. Le abitudini sono cambiate, molte famiglie durante il giorno non sono più in casa e sono cambiate anche le modalità attraverso cui le persone contribuiscono economicamente alle iniziative.
Un’Associazione che vuole continuare a organizzare una festa di queste dimensioni deve quindi avere la possibilità di inventarsi, sperimentare e trovare nuove idee.
E le magliette sono una di queste idee.
Io le considero una bellissima iniziativa.
Perché possono essere contemporaneamente uno strumento di autofinanziamento e di promozione” spiega Monica Cadeddu.
“Credo che si possa non condividere una scelta, ma credo sia importante conoscere le motivazioni che ci sono dietro una scelta prima di giudicarla”.
Non solo: “Una rappresentazione molto tradizionale del simulacro di Santa Greca sarebbe probabilmente stata rivolta soprattutto a chi già conosce e vive profondamente la devozione.
Un’immagine più simpatica, accompagnata da una frase leggera e contemporanea, può invece parlare anche a un pubblico diverso: ai giovani, ai bambini, a un turista, a chi viene alla festa per la prima volta, a chi ancora non conosce Santa Greca.
𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐢𝐧𝐝𝐨𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝐃𝐞𝐜𝐢𝐦𝐨𝐦𝐚𝐧𝐧𝐮 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐥𝐞:
“𝐌𝐚 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐫𝐞𝐠𝐚?” Una persona può indossare quella maglietta fuori da Decimomannu e qualcuno può chiederle “ma cos’è Sant’Arega?”
E da lì comincia la promozione della nostra festa.
Questo significa svilire la tradizione?
Io penso esattamente il contrario.
La tradizione non perde valore quando trova nuovi linguaggi.
La tradizione perde valore quando smettiamo di raccontarla”.









