Comunali a Cagliari, Massimo Zedda: “Per i giovani serve una nuova Mediateca”

Politiche giovanili, il candidato del campo largo: “Serve un altro polo culturale per i ragazzi. Già oggi le studentesse e gli studenti nella struttura di via Mameli occupano i tavolini del bar adiacente non riuscendo a trovare posto negli spazi dedicati allo studio e alla lettura. Nuovi spazi anche a Buoncammino, nel palazzo delle Scienze e nell’ex clinica Macciotta”


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Una nuova mediateca a Cagliari. E altri spazi per i giovani nell’ex clinica Macciotta, nel palazzo delle Scienze, nell’ex carcere di Buoncammino e nell’ex liceo Artistico di via Università.

Il piano per le politiche giovani nella città del futuro è di Massimo Zedda, candidato sindaco del campo largo alle prossime comunali. Il dibattito è stato lanciato su Casteddu on line dalla candidata Chiara Cocco.

“Insieme all’Università e al Rettore agiremo immediatamente per rispondere a queste esigenze legate ai giovani”, spiega Massimo Zedda, “già in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico sono stati presentati alcuni progetti sul palazzo delle Scienze e sulla ex clinica Macciotta. Un altro spazio della città che potrebbe essere utilizzato per queste funzioni, anche valorizzando il quartiere di Castello, è l’ex liceo artistico che si affaccia su via Università, davanti al Rettorato, luogo che ha già un’organizzazione degli spazi, sia esterni, trattandosi di un ex convento, sia interni, in quanto utilizzata come scuola in passato, che potrebbe ospitare una molteplicità di iniziative per i giovani. Una delle esigenze è quella legata alla creazione di una nuova Mediateca, tenendo conto che già oggi le studentesse e gli studenti occupano i tavolini del bar adiacente non riuscendo a trovare posto negli spazi dedicati allo studio e alla lettura”.

Per l’ex sindaco gli altri luoghi di spettacolo, di studio, di aggregazione giovanile e sportivi potrebbero essere individuati con l’utilizzo delle scuole per ospitare una serie di iniziative extra scolastiche. “Poi ci sono i grandi luoghi, tra questi Buoncammino, che indubbiamente potrebbero essere utilizzati per diverse funzioni legate ai giovani, all’Università e anche ad attività di privati”, prosegue Zedda, “perché questo avvenga è necessario il trasferimento della proprietà dell’immobile dallo Stato alla Regione e in accordo col Comune la definizione del suo utilizzo futuro. È chiaro a tutti e a tutte che su Buoncammino l’avvio di un percorso di riutilizzo e recupero non possa rispondere, nel breve periodo, alle esigenze di spazi e luoghi di aggregazione per i giovani che hanno bisogno di trovare risposte su questi aspetti in tempi rapidi. Il percorso di lavoro sul recupero di Buoncammino ha un orizzonte di più lungo periodo rispetto alle esigenze immediate”.

 


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