Chiudono le guardie mediche notturne in Sardegna: esplode la polemica

Sulla decisione si spacca il centrosinistra sardo a dieci giorni dal voto: Sel attacca la giunta Pigliaru e Renzi

Un”interrogazione urgente all”assessore alla Sanita” e il lancio di una raccolta di firme contro l”ipotesi di una chiusura del servizio delle guardie mediche notturne, in seguito alla prospettata approvazione dell”atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale e pediatri. È l”iniziativa portata avanti da Sel e presentata oggi in una conferenza stampa in via Roma da tre consiglieri -Luca Pizzuto, Francesco Agus ed Eugenio Lai- insieme al vicesegretario regionale del sindacato Medici italiani Annarita Ecca e da alcuni amministratori locali.
Un provvedimento, quello nazionale, che appunto prevede l”eliminazione dalle 24 alle 8 del servizio di assistenza medica territoriale, “che determinerebbe- si legge nell”interrogazione- un carico sul servizio del 118, precedentemente coperte dalla guardia medica”.
E cosi” “ancora una volta le nostre periferie vengono aggredite- spiega il coordinatore regionale di Sel Pizzuto- e il Governo italiano pone in essere una riforma che ha dello scandaloso. L”obiettivo secondo noi e” aprire la strada a servizi privati anche in questo settore, ma Sel non si tirera” indietro in questa battaglia e tutta la nostra organizzazione e” impegnata nella raccolta delle firme. So da interlocuzioni informali che abbiamo avuto- continua- che neanche l”assessorato alla Sanita” e” d”accordo con questa impostazione e che agira” per modificarlo, pero” e” importante ribadire che non siamo d”accordo con quanto portato avanti dal Governo nazionale”.

Si chiede quindi “apertamente alla Giunta regionale e al presidente Pigliaru da che parte vuole stare, se con il governo Renzi o dalla parte dei territori- sottolinea Lai- la riforma sanitaria in discussione gia” penalizza i territori interni, con la chiusura delle guardie mediche alziamo la voce per dire che non ci stiamo”. Per Agus, una decisione di questo tipo, se applicata in maniera rigida anche in Sardegna, “non soltanto rischierebbe di creare gravissimi problemi alle comunita”, ma sarebbe anche in totale controtendenza con quello che si sta decidendo in Consiglio regionale. Perche” tra tante differenze che animano la nostra coalizione e i tanti discorsi ancora aperti sulla sanita”, su un tema siamo tutti d”accordo: per tagliare gli sprechi della sanita” la prima cosa su cui e” necessario intervenire riguarda l”uso smodato del pronto soccorso. Ecco perche” non ha molto senso cancellare questo servizio”.
Infine Ecca: “L”obbiettivo con le firme e” anche quello di far capire al cittadino quali sono i rischi a cui sta andando incontro, prima di tutto quello di avere un”assistenza part time.
Stiamo poi andando a caricare di ulteriore lavoro servizi come il 118 e il pronto soccorso che gia” sono in sofferenza”. (agenzia Dire)


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