Dopo l’uscita di scena di Marina Caffè Noir, un altro tassello fondamentale della tradizione cittadina rischia di scomparire dal panorama culturale cagliaritano. L’associazione Sa Ratantira Casteddaia, storica protagonista del Carnevale di Cagliari, non parteciperà alle manifestazioni del Carnevale 2026. Una decisione maturata a seguito dell’assenza di una programmazione chiara e di una scadenza fissata al 12 gennaio, ritenuta incompatibile con i tempi e le modalità di lavoro di una realtà che da decenni custodisce e rinnova le tradizioni popolari cittadine.
Sulla vicenda è intervenuto con toni duri Giuseppe Farris, consigliere comunale di Civica 2024, che parla apertamente di “un segnale allarmante di disinteresse verso l’identità culturale di Cagliari”.
“Sa Ratantira Casteddaia non è una semplice associazione – afferma Farris – ma una vera e propria istituzione per i cagliaritani. Il fatto che non prenda parte al Carnevale 2026 rappresenta una ferita profonda per la città, frutto di un’amministrazione incapace di comprendere il valore delle tradizioni e di garantire una programmazione seria e rispettosa”.
Secondo il consigliere, la mancata partecipazione non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di progressivo impoverimento dell’offerta culturale cittadina. “Prima Marina Caffè Noir, ora Sa Ratantira. Stiamo assistendo a una gestione che si distingue per superficialità, dilettantismo ed eccesso di burocrazia. Così si allontanano le realtà storiche e si spezza il legame tra la città e la sua memoria collettiva”.
Farris punta il dito contro l’assenza di un dialogo strutturato con le associazioni culturali e contro tempistiche amministrative giudicate irrealistiche. “Non si può pretendere che eventi complessi, costruiti su volontariato, ricerca storica e passione, vengano compressi in scadenze burocratiche che nulla hanno a che vedere con la qualità culturale. Serve visione, non solo moduli e termini perentori”.
Il consigliere di Civica 2024 chiede un cambio di passo immediato e l’apertura di un confronto con le realtà escluse. “Se perdiamo Sa Ratantira Casteddaia, perdiamo una parte di noi. Il Carnevale non è solo intrattenimento, è identità, lingua, storia. L’amministrazione dovrebbe tutelare e valorizzare questi patrimoni, non renderne impossibile la partecipazione”.









