Il carcere di Quartucciu tra realtà ristretta e aumentata: “I giovani reclusi vogliono una piscina”

Vita virtuale ma anche reale, tra le sbarre della struttura penitenziaria i ragazzi si confrontano con le giovani neo architetto. Giulia Rubiu, 25enne di Dolianova: “Hanno bisogno di più spazi per incontrarsi e confrontarsi”

Il titolo della sua tesi è lungo quasi quanto il tempo trascorso ad ascoltare le idee, da tramutare in progetti, arrivate dai tanti ragazzi reclusi nel carcere minorile di Quartucciu. Giulia Rubiu, 25enne di Dolianova, si è guadagnata la coroncina d’alloro in Architettura grazie a “La strategia building information modeling and management applicata al caso studio dell’Ipm di Quartucciu”. Tradotto: spazio alla tecnologia, con la realtà aumentata, ma anche a opere più “solide”.
Per esempio, “una piscina. Durante l’estate i ragazzi si lamentano per le temperature troppo calde, tipiche della Sardegna. Hanno anche una forte passione per il calcetto”, racconta la giovane neo architetto, “serve aprire un dialogo costante con loro, rappresentano la parte più debole della società. Durante gli incontri abbiamo ragionato a proposito di tecnologie informatizzate, con la realtà aumentata è più facile portate avanti certi tipi di progetti utili a soddisfare le loro necessità”.


In questo articolo: