Laura, neo architetto di Cagliari: “Più colori e luci dentro il grigio carcere di Quartucciu”

Spazi più umani tra le celle e le sbarre della struttura penitenziaria. Come? La ricetta di Laura Spano, 27 anni: “Con ambienti più colorati e abbracciati dalla luce. I ragazzi reclusi non sono diversi da noi, hanno tanta voglia di parlare e mi hanno dato tanto”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Passa tutto per una parola: “umanizzazione”. Che però, perché non rimanga tale, va tradotta in azioni. Laura Spano, 27 anni, è una delle tre architetto che ha discusso la tesi di laurea magistrale interamente dedicata al carcere minorile di Quartucciu. Non poteva essere altrimenti, dopo tante settimane trascorse insieme ai giovani reclusi e agli operatori. “Luce”, questo il concetto attraverso il quale iniziare la “rivoluzione colorata” tra le fredde celle e sbarre del penitenziario “young”. Con poche e semplici modifiche, infatti, anche uno dei tanti corridoi del carcere può diventare più “umano”.
“Per i ragazzi serve un percorso di reinserimento sociale, vivono una restrizione della libertà che non gli consente nessun contatto con l’esterno, ecco perché bisogna ripensare l’interno. L’uso dei colori può essere una soluzione”, spiega Spano, “i giovani carcerati sono i primi a essersi messi in gioco, relazionadosi in maniera assolutamente naturale. Tra noi si è creato un forte legame, non sono persone diverse da noi ma ragazzi normalissimi che sono riusciti a darmi tanto”.


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