Capoterra piange Emilio Arrais, imprenditore e cavaliere del lavoro: “Ha aiutato Angelo Moratti a realizzare la Saras”

È morto al Policlinico di Monserrato a 88 anni, lottava da tempo contro un tumore. Arrais, capoterrese doc, titolare di un’azienda agricola e di un frantoio, proprietario terriero, ha tirato su un’azienda capace di dare lavoro a 1500 persone. I parenti: “Nel ’75 è stato nominato Cavaliere del lavoro da Giovanni Leone, per i Moratti era uno di famiglia”. È stato tra i più influenti imprenditori di tutta la costa sulcitana, a Roma era “di casa” con Gianni De Michelis, Giorgio La Malfa e Ciriaco De Mita

Con la famiglia Moratti? “Era come se fossero parenti”. Nel senso che, tra una colata di calcestruzzo, una recinzione e un tubo dell’acqua, se oggi la Saras è diventata una raffineria internazionale lo deve, anche, a Emilio Arrais. Meglio, al cavaliere del lavoro Emilio Arrais. Capoterrese doc, se n’è andato in un letto del Policlinico di Monserrato. Da tempo combatteva contro due tumori. Il suo nome, in tutta la costa sulcitana, è molto noto. Oltre agli affari con la Saras è stato anche azionista dell’Eni e ha collaborato con l’impresa dei nobili Manca di Villahermosa. Con la sua società, la Emar srl, è riuscito a dare lavoro “anche a 1500 persone”, ricorda, tra le lacrime, uno dei figli, Pierluigi. Arrais lascia anche altri due figli, Ignazio e Maria Adele. Nel 1989 aveva chiuso la sua società, dopo esser riuscito a rifornire di materiale per i sottoservizi le ditte impegnate a realizzare il tratto della Ss 195 che corre accanto allo stagno.
“Una sorta di rivincita, visto che  gli avevano espropriato alcuni terreni proprio per consentire la realizzazione di un tratto fondamentale della Sulcitana. Papà aveva solo la terza elementare, ma riusciva a rapportarsi con i più grossi esponenti politici italiani dell’epoca, quando andava a Roma: Gianni de Michelis, Ugo e Giorgio La Malfa, lo stesso Ciriaco De Mita. E potrei continuare a lungo, con altre decine di nomi”.
Nel 1975 la nomina a cavaliere del lavoro da parte del presidente della Repubblica, Giovanni Leone, ai tempi del governo guidato da Aldo Moro. Un riconoscimento per le sue doti imprenditoriali. “Per Angelo Moratti aveva realizzato tutte le opere in calcestruzzo della raffineria, inclusi i basamenti e le recinzioni dei serbatoi, garantendogli anche l’approvvigionamento idrico: “Era un imprenditore di un certo livello, le cause non mancavano. Aveva lottato contro il Consorzio dell’area industriale per alcuni espropri, alla fine risolti con accordi bonari. Non tutti hanno la fortuna di avere avuto un padre come il mio”, aggiunge Pierluigi Arrais.
Una delle nipoti, Adele Manca, aggiunge che “mio zio ha fatto del bene a tanta gente, oggi tutti lo piangono ripensando a quanto lavoro ha dato tra Cagliari, Capoterra e Sarroch”. Un ricordo arriva anche dal consigliere comunale di Capoterra Silvano Corda: “Un grandissimo ricordo, Emilio Arrais è stato un uomo che ha contribuito allo sviluppo della società capoterrese, dando lavoro a tanti concittadini”. I funerali si svolgeranno giovedì 9 dicembre, alle 15:30, nella chiesa di Frutti d’Oro.


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