Grazie alla deroga alla responsabilità erariale prevista dal decreto semplificazioni del 2020 la presidente Todde, fedelissima di Giuseppe Conte e esponente di spicco dei 5 stelle, e assessori del Campo Largo usciranno indenni da una situazione mai vista prima, che ha fatto precipitare la sanità nel caos più totale in Sardegna. Per dirla semplice, a pagare i ricorsi milionari dei direttori generali e dei commissari delle Asl, tutti fatti fuori nel giro di qualche mese, non saranno la Todde e gli assessori che questo disastro l’hanno provocato ma i sardi, costretti a risarcire errori che hanno ancora di più peggiorato la già terrificante situazione della sanità in Sardegna. In pratica, i sardi pagheranno i ricorsi degli ex dg cacciati e dei commissari messi alla porta il 25 dicembre, più ovviamente i compensi d’oro dei nuovi dg.
Un breve riepilogo: la Todde, quando ancora era in carica Bartolazzi a sua volta rispedito a Roma, ha cacciato i vecchi dg delle Asl e nominato altrettanti commissari, che qualche giorno fa la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi. Ora spinge per la nomina di altri 12 commissari, entro il 31 dicembre cioè entro oggi perché oggi scade la deroga alla responsabilità erariale prevista dal decreto semplificazioni del 2020. Forte del parere legale di uno studio romano, la Todde ha riunito i suoi e spiegato la strategia. Ma i dubbi degli alleati sono tanti e soprattutto il Pd, il partito che ha imposto la Todde al campo largo, ha tanti dubbi e procede con i piedi di piombo.
La vicenda è, ovviamente e inevitabilmente, diventata un caso politico.
“Dopo un commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie, oggi dichiarato incostituzionale, la Regione si trova esposta a ricorsi e potenziali risarcimenti milionari. Una conseguenza prevedibile di scelte sbagliate. La risposta della Giunta non è assumersi la responsabilità di quanto fatto, ma correre a firmare atti prima della scadenza dello scudo, cosicché chi decide non risponda personalmente dei danni, i costi ricadano sulla Regione e quindi, in ultima analisi, sui cittadini sardi. È questo il punto politico: non pagano i responsabili, pagano i sardi. Pagano per errori non loro, con meno risorse per servizi e sanità. Questo è il grillismo 2.0″ – dice Ugo Cappellacci di Forza Italia – pasticci amministrativi, protezione legale per chi governa e scaricabarile finale sui cittadini. Altro che onestà e cambiamento. Qui si usa la legge come scudo e il bilancio pubblico come bancomat. La versione moderna del grillismo di Alessandra Todde: dal vaffa alla casta al vaffa ai cittadini”.












