Calamosca, massi in caduta libera nel colle di Sant’Ignazio

La denuncia di Sardegna Sotterranea: “Il forte vento e soprattutto la pioggia che cade incessantemente in queste ore, sta sciogliendo il terreno che rasenta viale Calamosca”

Muri in caduta libera e grandi massi che rotolano giù dalla montagna. Accade a Cagliari nel colle di Sant’Ignazio dove il forte vento e soprattutto la pioggia che cade incessantemente in queste ore, sta sciogliendo il terreno che rasenta viale Calamosca. Conseguenza: il grande e storico muro di pietra (posto a protezione di una ex zona militare estesa almeno 30 ettari) ha ceduto in più punti. Sardegna Sotterranea, portale esplorativo degli speleologi, ha pubblicato una decina di immagini di quanto sta accadendo, mettendole a disposizione dei Media.

Secondo gli speleologi di Sardegna Sotterranea che, coordinati da Marcello Polastri, si trovavano in zona per ispezionare un terreno allagato sempre a causa della pioggia, i tratti di muro che hanno ceduto sono una decina. “Ci troviamo davanti a un fenomeno preoccupante in assenza di interventi di consolidamento” afferma Marcello Polastri che si è occupato di recente, di monitorare il livello delle acque sotterranee nei tunnel di Tuvixeddu ma anche a Monte Urpinu, dove si è registrato il crollo di un costone roccioso.

IL RACCONTO. “Solo per miracolo – racconta Valentina, giovane studentessa che è solita far jogging in zona – il crollo di quei massi non mi ha travolto“. Da questo pomeriggio infatti, nel marciapiede che dalla Chiesa di San Bartolomeo avvia alla spiaggia di Calamosca, rasentando la storica Caserma Ederle, è invaso in più punti da grandi massi e da una spessa coltre fangosa. Le pietre (alcune pesano quintali), hanno invaso le cunette, altre ancora la strada. Ne deriva un duplice problema sia per lo scorrimento delle acque piovane ed anche per il transito delle auto.

“E’ come se, a intermittenza, quel grande muraglione si stia sciogliendo velocemente” sostiene Massimiliano Deidda, guida ambientale dell’associazione Ambiente Sardegna. All’origine dei crolli, a parte l’acqua piovana che dilava il terreno e che ha creato grandi pozzanghere, ci sono anche alcune cavità sotterranee. Come se non bastasse, una grotta naturale visibile sotto il muro, e che in particolare si addentra nel sottosuolo, mostra segni di lesioni strutturali da non trascurare.

Questa sera gli speleologi urbani che hanno effettuato un sopralluogo in collaborazione con il Comitato Sportivo Nazionale Europeo, nel costatare la situazione, hanno avvisato la Protezione Civile. “Sarà il caso di transennare l’area per non far correre ulteriori rischi a quanti sono soliti passare sotto il grande muro?”, si chiedono le associazioni.


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