Cagliari, un mese al Sardegna Pride: “C’è troppa omofobia, combattiamo per il diritto alla diversità”

Entra nel vivo la Queeresima in attesa del maxi corteo Lgbt che attraverserà la città. Lorenzo Caddeo, presidente di Unica Lgbt: “Viviamo in una società maschilista e eteronormativa. Nell’ultimo anno 30 studenti universitari hanno vissuto casi di isolamento e discriminazione”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA. Siete d’accordo?

Il sei luglio ritorna il Sardegna Pride, prima sono tanti gli eventi della Queeresima – i quaranta giorni che precedono, appunto, il maxi corteo dell’orgoglio omosessuale -. Lorenzo Caddeo, 22 anni, è il presidente di Unica Lgbt, associazione universitaria che si batte per i diritti di studenti e studentesse gay, lesbiche, bisex e transessuali: “Quest’anno abbiamo proposto il tema della diversità anche con una mostra fotografica. I ragazzi e le ragazze di un nostro corso hanno esposto una loro foto e poi gli oggetti contenuti nelle loro borse, per ‘smentire’ l’idea che uno si può fare guardando il volto di una persona. La lotta alla discriminazione è importante, di questi tempi, e non deve avere nessun colore politico”, afferma Caddeo. Allo sportello d’ascolo, negli ultimi dodici mesi, “si sono rivolti una trentina di universitari, raccontando storie di omofobia: solitudine, non accettazione, incomprensioni in casa, l’omofobia non vuol dire solo pestaggi o violenza fisica. Speriamo di poter potenziare il servizio d’ascolto, sinora non c’è un supporto psicologico ma lo studente viene messo a confronto con un suo coetaneo che ha i suoi stessi problemi”. Legati, spesso, alla discriminazione.
E, anche se si è nel 2019, ancora molti storcono il naso e contestano sia il Pride sia, ad esempio, la parola Queeresima, perchè notano l’assonana con la Quaresima cristiana: “Sì, l’intento è anche provocatorio”, spiega Caddeo, “ma è un gioco di parole innocuo che per noi ha un significato profondo visto che si tratta degli eventi che racchiudono il significato del Pride, diamo l’opportunità ai cittadini di vedere cosa vuol dire far parte del Pride”. Caddeo è sicuro: “Viviamo in una società ancora troppo maschilista e eteronormativa, che ci impone certi standard sin da piccoli. Noi combattiamo per il diritto alla diversità”. C’è un’emergenza omofobia in città e nel mondo universitario? “Sì, tra solitudine che viene imposta e incomprensione dentro casa, quasi imposta dagli esterni e ci fa vivere una vita come esseri umani di serie B”.