Cagliari, manca un campo per il rugby: sos in Comune

Mozione del centrosinistra in Consiglio comunale

Rugbisti cagliaritani senza campo e costretti ad emigrare nelle strutture sportive dell’hinterland. L’sos, dopo gli appelli delle società sportive, arriva in Consiglio comunale con una mozione presentata dal consigliere di Sardegna pulita, Giovanni Dore, e condivisa da gran parte del centrosinistra. “In città, a fronte di decine di impianti per calcio, basket e pallavolo – spiega Dore – è cronica la mancanza di spazi sportivi per la pratica dei cosiddetti sport ‘minori’come il rugby, praticato da centinaia di ragazzi nelle varie categorie giovanili”.

Un disagio che riguarda in particolare la società “Accademia Rugby Cagliari”, che partecipa ai diversi campionati regionali della F.I.R. ed è spesso presente in tornei nazionali ed internazionali. “Ad oggi esiste un solo impianto utilizzato per il rugby in città – si legge nella mozione – che insiste in un’area posta tra il Comune di Cagliari e quella di Monserrato. In passato detto impianto, che non risulta affidato formalmente ad alcuno, era utilizzato da due società sportive, e a partire dallo scorso autunno, l’Accademia  Rugby Cagliari non vi ha potuto più accedere nel silenzio dell’amministrazione comunale. La società, attualmente senza campo, spende una media di  150 euro a partita per poter disputare la gara casalinga in un campo gestito da un’altra società. E non avendo una sede propria, che può indicare nei tornei che andrà ad effettuare nel 2015/16, corre il rischio di essere cancellata dalla federazione”.

La richiesta è quella di “individuare  entro e non oltre il 15 settembre,  nel territorio comunale un spazio sufficiente a realizzare un impianto sportivo per il rugby”. Come esempio vengono indicati i vecchi campi di calcio dell’ippodromo e l’area posta sul retro della Ferrini, attualmente di titolarità regionale, ma trasferibili al Comune. “La società – precisa Dore – è disponibile a realizzare u impianto moderno a proprie spese in project financing, in modo che si possano svolgere anche competizioni internazionali”.


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