Cagliari, Lobina a Zedda: “Sul governo della città non classificato”

Pagella disastrosa stilata da un consigliere di centrosinistra, dopo oltre 4 anni di consiliatura. Lobina: “Sufficienza solo sull’ordinaria amministrazione”

Residenti diminuiti negli ultimi quattro anni, e tasso di disoccupazione alle stelle. Ma anche assenza nelle politiche sull’housing sociale, nella cultura e strategie turistiche. A puntare il dito contro la Giunta Zedda è Enrico Lobina, consigliere di centrosinistra e da sempre la “maggioranza critica” in Consiglio comunale. Eletto nel 2011 tra le fila della Federazione della Sinistra,  poi passato al movimento Sardegna Sovrana, è già attivo per le prossime elezioni comunali con il progetto Cagliari città capitale.

Solo una sufficienza nella pagella stilata da Lobina: 6 politico per l’ordinaria amministrativa, insufficienza per tutto il resto, e addirittura un “non classificato” nel governo della città. “L’assetto della macchina comunale, nelle funzioni nevralgiche – spiega Lobina – è rimasto sostanzialmente lo stesso del ventennio di centrodestra. Al sistema della tassazione cresciuto, anche grazie alle politiche sulla spesa attuate a livello centrale, non è corrisposto un adeguato standard di servizi collettivi e a domanda individuale proporzionato. I processi di sussidiarietà, efficienza ed efficacia sulle grandi questioni che riguardano quartieri e municipalità sono stati attivati solo formalmente. Si pensi ai rifiuti, all’housing sociale ed alle politiche di governo del patrimonio immobiliare pubblico, a cominciare dalle servitù militari dismesse. Ci sono stai passi in avanti nei lavori pubblici, sulla viabilità e sull’arredo urbano, ma s’innestano nel tessuto economico tradizionale della Città dolente e in forte crisi, a cominciare dal terziario, per non parlare delle crescenti sacche di indigenza e dei quartieri periferici e popolari. Contemporaneamente, si autorizzano nuovi centri commerciali. Sono mancati atti fondamentali: dal Piano Urbanistico alla realizzazione di politiche sostenibili sull’energia, dai  rifiuti ai programmi pluriennali sulla Cultura, alle politiche e strategie turistiche. Si registra il silenzio sui processi di riforma della Regione, degli enti locali e della stessa questione istituzionale principe:  la Città metropolitana. Sul rapporto e il governo unitario dei processi di governance afferenti il porto, la Camera di commercio, l’ente Fiera, il Teatro Lirico, solo per ricordare quelli principali, tutto tace”.

Emergenza abitativa.  “Il disagio delle famiglie senz’acqua, con decine di minori e disabili, è stata da me sollevata nel luglio del 2014 – dice Lobina – e dura da più di un anno. Nel breve periodo, il sindaco può fare un’ordinanza, e rendere di nuovo quei bambini e quei disabili cittadini, esattamente come tutti gli altri. Nel medio periodo, bisogna trovare una soluzione di sistema sull’acqua e sulle politiche abitative. Per quanto riguarda l’acqua, due giorni fa la regione Sicilia ha approvato una legge che stabilisce che 50 litri a persona al giorno non si negano a nessuno, neanche a chi è povero e non può pagare. E ieri, i sindaci di Nuoro ed Orgosolo hanno chiesto, pubblicamente, che chi non può pagare, non chi fa il furbo, abbia comunque la possibilità di avere un minimo di acqua potabile. Per quanto riguarda le politiche abitative, a parte alcuni interventi di manutenzione straordinaria, in questi anni non è stato fatto nulla. Cagliari, invece, ha bisogno di politiche abitative, per vecchie e nuove esigenze”.

Lavoro in nero e disoccupazione. “I dati sulla disoccupazione e sull’emigrazione sono drammatici – aggiunge Lobina –  Cagliari, che avrebbe potuto trascinare la Sardegna fuori da questa crisi, è parte del problema. Sul lavoro nero sono state approvate deliberazioni e mozioni, che ho presentato io, che ancora non sono state attuate. Ci sono decine e decine di piccole e grandi iniziative che, se portate avanti, possono creare posti di lavoro. L’impostazione che invece è passata, ed è sbagliata, è che il Comune non può fare nulla contro la disoccupazione. Non è vero, non sono d’accordo. Abbiamo decine di proposte: dal turismo alla riqualificazione urbana, da nuove politiche sociali alle politiche per l’innovazione, da un nuovo approccio allo sviluppo locale alle politiche per l’internazionalizzazione, dalla zona franca alla blue economy, dalla transizione energetica ad una rivoluzione nel ciclo dei rifiuti, da un nuovo rapporto della città con l’agroalimentare allo sviluppo di alcune eccellenze nel manifatturiero”. E poi una precisazione sull’hashtag ironico di Michele Piras, Sel, che dopo l’articolo su Il Fatto Quotidiano lo aveva accusato di fare propaganda politica con i problemi della povertà e degli slacci dell’acqua a Cagliari. “Nessuna propaganda – precisa Lobina –  Personalmente sono più attento alla vita concreta delle persone, ai loro problemi, che alle dichiarazioni di singoli”.


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