Cagliari, l’esercito dei nuovi poveri di Is Mirrionis: “Anziani soli e giovani alle prese con la droga”

Natale si avvicina anche nel rione semi periferico cagliaritano, le emergenze abbondano. Don Chicco Locci: “C’è chi chiede aiuto perché non può permettersi il biglietto di ritorno nei paesini. Troppi ragazzi vengono abbandonati dalle famiglie e bussano da noi, facciamo il possibile”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Il Natale 2018 è dietro l’angolo anche a Is Mirrionis. La felicità “visiva” per le luminarie che addobbano la strada principale fa a pugni con i tanti, troppi drammi sociali che vedono protagonisti centinaia – a volersi tenere bassi – di residenti del rione. Passa tutto, o quasi, per la mancanza di soldi. Lo sa bene don Chicco Locci: 57 anni, da diciassette è il prete della chiesa di San Pietro e Paolo, incastonata tra una scuola e l’ospedale Santissima Trinità. La porta della sagrestia del don è molto conosciuta, purtroppo, da giovani e anziani, che la varcano di frequente: “Rispetto a quando sono arrivato la situazione è peggiorata”, ammette don Locci, “proprio in questo periodo stiamo raccogliendo i viveri da distribuire ai poveri, per far vivere il mistero del Natale come un momento di condivisione tra quelli che hanno e quelli che non hanno. Ogni mese, in media, arrivano da noi cinquanta famiglie”. Le richieste? “Cibo, vestiti, ma non solo: le povertà sono sempre ‘accompagnate’, c’è molta solitudine soprattutto tra gli anziani e tante situazioni di divisioni tra le famiglie”.
Un rione ancora difficile, dunque, quello di Is Mirrionis: “C’è chi ci chiede un aiuto per avere il biglietto di ritorno per il suo paesino, chi per medicine, ma anche un semplice incoraggiamento. I giovani hanno problemi legati anche alla droga e all’abbandono, gli anziani sono soli senza una famiglia, e capita che non possano pagare le bollette”, afferma il don. E, in una chiesa tutt’altro che spaziosa, “le aree sono quelle che sono”, il prete e i fedeli fanno il possibile: “Ridistribuiamo quello che la gente mette nelle nostre mani. Da parte delle istituzioni serve più attenzione verso questo quartiere”.