Cagliari, la Diocesi dei misteri: don Pretta senza Parrocchia e l’incrocio con la Massoneria

La Diocesi dei misteri e degli interrogativi. Ultimo in ordine di tempo, come riportato da Casteddu On line alcun settimane fa, il perchè il Vescovo di Cagliari Arrigo Miglio non ha assegnato una Parrocchia a don Luca Pretta, già parroco di Gesico e accusato falsamente di reati gravi.

La Diocesi dei misteri e degli interrogativi. Ultimo in ordine di tempo, come riportato da Casteddu On line alcun settimane fa, il perchè il Vescovo di Cagliari Arrigo Miglio non ha assegnato una Parrocchia a don Luca Pretta, già parroco di Gesico e accusato falsamente di reati gravi.Nonostante l’archiviazione delle denunce a suo carico per infondatezza dell’accusa, a tutt’oggi, il sacerdote è relegato nella sua abitazione di Nuraminis. Dubbi accresciuti dal fatto che lo stesso Pretta, nella lettera inviata al Vescovo dal suo avvocato, richiama le accuse  false mosse da alcuni sacerdoti. Nei verbali dei Carabinieri della Compagnia di Dolianova risulta, infatti, l’ex parroco di Mandas don Dessì che sei mesi prima della denuncia chiedeva alla testimone chiave di procedere in merito alle accuse contro don Pretta.

Mentre la testimone spiegava il ruolo avuto dal Dessì, lo stesso, l’8 settembre 2015, agli stessi Carabinieri negava il tutto affermando di aver saputo delle accuse contro don Pretta solo dai giornali a giugno 2015. Misteri su misteri. Domande su domande. Con un unico interrogativo: perchè il Vescovo non ha assegnato la Parrocchia a don Pretta dichiarato estraneo da sospetti e accuse del vario tipo?

Come mai, inoltre, lo stesso metro di sospensione non è stato adottato con Il Dessì che, oltre alle accuse mosse da don Pretta visti i verbali della magistratura, è sotto processo canonico per la presunta appartenenza alla Massoneria? Due pesi e due misure che rimbalzano come pesanti macigni in più stanze. Don Pretta, che non ha avuto dubbi in merito, non vuole passare come capro espiatorio e vittima di manovre di palazzo. Da sacerdote integerimmo non ha denunciato il suo Vescovo ma ha preferito affidare le richieste al suo avvocato di fiducia per non restare vittima del tritacarne mediatico. Dalla Diocesi il caso è ormai rimbalzato nelle stanze vaticane dove si analizza quanto successo.Ma a Cagliari, nella stanze di piazza Repubblica, si ragiona invece su questa e altre vicende che hanno diversi comun denominatore.  Prove false,preti innocenti sottoposti alla gogna, massoni infilitrati nelle istituzioni ecclesiastiche e non. Elementi per una prossima fiction targata Sardegna sul tema: Falsa accusa


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