Cagliari, il rombo delle moto per l’ultimo saluto a Giampiero Belfiori: “Vola in alto, campione”

In centinaia nella chiesa di Santa Lucia per l’addio al 29enne morto nell’incidente di via Torricelli. Le parole del parroco: “La morte non ha spiegazioni, affidiamoci a Dio”. La madre del giovane: “Grazie a tutti per le offerte fatte per il funerale”. IL VIDEO

I clacson suonati in modalità non stop e il rombo dei motori “avvisano” le centinaia di persone presenti nel piazzale della chiesa di Santa Lucia che il momento dell’ultimo saluto a Giampiero Belfiori è arrivato. Sono quattro motociclisti che “scortano” il carro funebre con a bordo la bara del 29enne. Il padre Mauro è al primo banco insieme agli altri figli e alla moglie, Lucia, che ringrazia “tutti quanti per le tante donazioni fatte per poter far svolgere il funerale”. Un piccolo raggio di sole, in tutti i sensi, in una giornata nella quale la pioggia “aiuta” a confondere le tante, tante lacrime di parenti e amici del giovane morto tre giorni fa dopo aver avuto un incidente con la sua Yamaha in via Torricelli. Attaccati alle corone di fiori ci sono i saluti “degli amici di via del Lentisco”, “di Stefano, Giulia, Fabio, Giuseppe e Franco” e “dei colleghi della cooperativa esche Santa Gilla”. La laguna, Giampaolo Belfiori, la conosceva come le sue tasche: da anni, in fatti, faceva il pescatore. La bara viene portata dentro la chiesa tra gli applausi, poi don Diego Zanda prova in tutti i modi a rincuorare i presenti: “Ogni parola può essere di troppo. La morte è il ‘non senso’ della vita, per questo dobbiamo affidarci a Dio. L’esistenza non è solo terrena, non ha un punto ma prosegue oltre”, dice, mentre tutti guardano la bara del ventinovenne. Sopra, una sua fotografia incorniciata a dovere e una sciarpa del Cagliari.

 

Poi, dopo la messa, gli ultimi chilometri di Giampiero Belfiori per raggiungere il cimitero di San Michele sono “protetti”, come all’inizio, dai suoi amici in moto. “Se vi fa piacere venite a due ruote. Così è andato via il mio cuore è così lo vogliamo salutare”, questo il messaggio scritto due giorni fa su Facebook dalla madre del ventinovenne. Il desiderio è stato esaudito, e forse aiuta, anche solo minimamente, a lenire il dolore della perdita di un figlio.