Cagliari, il grido di aiuto dalle corsie: “Zero tamponi, mascherine e protezioni: Sardegna prima in Italia per contagiati negli ospedali”

L’sos disperato di Pietro Pisu e Marcello Polastri: ““Dal Santissima Trinità al Brotzu, passando per Policlinico, Oncologico e tutti i pronto soccorso, medici e infermieri, addetti alle pulizie compresi e alla sicurezza, così il personale delle autoambulanze sono terrorizzati, e nel frattempo corrono seri rischi, pur sempre lavorando nelle corsie in carenza di mascherine, di controlli e di esami che sono loro legittimamente attesi ma ignorati dai vertici; il rischio da contagio è tangibile e innegabile”

“LA SARDEGNA è la prima Regione in Italia per numero di operatori sanitari colpiti sul lavoro dal Corona Virus, a parlare sono i dati ufficiali”. Ed è clamoroso che l’ATS non abbia ancora reso possibile a medici e infermieri, addetti alla vigilanza e alle pulizie in servizo negli Ospedali, di esser sottoposti agli accertamenti e alle analisi del caso, come ad esempio l’oramai famoso tampone: cosa aspettano ad intervenire – domandano in coro I SINDACALISTI – dato che in ballo c’è la salute pubblica e la sicurezza di tutti”. Non è dato sapere per quale motivo ad oggi non sia stata ancora data la possibilità di effettuare i tamponi a chi è in trincea, secondo quanto DENUNCIANO i responsabili per la sicurezza FSI dell’ATS di Cagliari, per voce del rappresentante dei lavoratori ospedalieri Piero Pisu, alla guida del Sindacato Sicurezza sul Lavoro. “Dal Santissima Trinità al Brotzu, passando per Policlinico, Oncologico e tutti i pronto soccorso, medici e infermieri, addetti alle pulizie compresi e alla sicurezza, così il personale delle autoambulanze sono terrorizzati, e nel frattempo corrono seri rischi, pur sempre lavorando nelle corsie in carenza di mascherine, di controlli e di esami che sono loro legittimamente attesi ma ignorati dai vertici; il rischio da contagio è tangibile e innegabile” sottolinea Pisu.

È dello stesso parere Marcello Polastri, Presidente della Commissione politiche per la Sicurezza del Comune di Cagliari che, aggiunge, di come non solo “sui contagi si parli soprattutto di medici e infermieri colpiti da carenze scandalose, che peraltro potrebbero avere ripercussioni negative sulla già vacillante macchina sanitaria cittadina, ed anche sui pazienti e i parenti di noi tutti”. In tal senso, “al di là del terrore per una eventuale impennata di contagi”, per Pisu, in nome dei sindacati “la situazione è oramai in pieno collasso. I numeri vedono la terra sarda crescere nelle Statistiche mondiali del COVID-19. In questa emergenza – domanda Pisu – ci chiediamo cosa stiano facendo i Medici competenti, le figure preposte per Legge a sorvegliare la SALUTE PUBBLICA e di tutti i lavoratori, non risultano VISITE MEDICHE CAUTELATIVE al personale: non ci sono più CONTROLLI sanitari, in tante situazioni, si sono affievoliti e rarefatti. Quindi – continua il RLS Piero Pisu – noi siamo a strettissimo contatto con tutti i lavoratori ma anche con gli utenti e le loro famiglie. L’ATS col Commissario Dott. Steri, che per noi Sindacalisti è uno dei piú autorevoli esperti della materia in Sardegna, non puó piú delegare, ma bensì deve immediatamente rafforzare la PREVENZIONE e la continua DISINFEZIONE”. “Da un lato, riteniamo una gran fortuna avere lui alla guida dell’ATS ma – conclude Pisu – dovrebbe e per questo lo esortiamo a fare OGNI sforzo possibile per tutelarci, specialmente a noi lavoratori Medico-sanitari che siamo al suo fianco, e ben disposti ad aiutarlo”. Sarebbe infine clamoroso che, se venissero contagiati i medici ancora attivi tra corsie e sale operatorie, ma ad oggi non sottoposti a tampone o ad accertamenti, una infezione vicendevole farebbe precipitare la Sardegna ai primi posti per l’elevato numero di positivi Covid-19”.


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