Cagliari, il bonus vacanze non tira: “Pochissime richieste, stanze e casse vuote”

L’aiuto del Governo non ottiene un grosso riscontro in vari affittacamere e b&b cittadini. Tante richieste di informazioni, ma poi pochi ok definitivi. I gestori: “Misura abbastanza inutile, dopo mesi di crisi sarebbe stato meglio farci avere l’intero incasso”. Cosa ne pensate?

Il bonus vacanza studiato dal Governo per cercare di rimettere in moto il turismo in Italia? A Cagliari, in più di una struttura, non ha funzionato. Meglio, il suo effetto è stato quasi impalpabile o, peggio ancora, nullo. Dagli affittacamere ai bed and breakfast, sono fioccate tante richieste ma poi, all’atto concreto, poche prenotazioni. Un report definitivo da parte delle associazioni di categoria non c’è ancora, ma non sembra che abbondino i sorrisi tra i gestori di hotel e camere che garantiscono, oltre al letto, anche la colazione. E, se ad agosto il numero di clienti è aumentato, lo stesso discorso non si può fare, in più di un caso, per settembre. Alla base di tutto, però, resta quel bonus vacanze non scelto, in primis, da una fetta dei gestori. Il motivo? Il recupero dei soldi del bonus: possono essere recuperati sotto forma di credito d’imposta attraverso il modello F24. Insomma, niente denaro liquido. Un problema, per molti, dopo mesi di “deserto” legato al Coronavirus.

Michele Ruda, 34 anni, gestisce un affittacamere nel rione di Castello: “Ho ricevuto qualche richiesta di informazioni ma, poi, solo una prenotazione, per la seconda metà di settembre. Ho preferito provare e segnalare in un portale la mia adesione. Come strumento può essere anche valido, ma per me è stato inutile: non avendo lavorato per tanti mesi, ho necessità urgente di liquidità. Poter incassare subito il valore sarebbe stato molto meglio”, spiega. Simona Anolfo, a capo di un b&b in via De Gioannis, racconta di non aver potuto nemmeno ambire al bonus vacanze: “Non ho partita Iva, per me nemmeno i seicento euro del bonus di qualche mese fa. Ho trasformato la mia casa da un anno, prima facevo l’estetista. Non ho lavorato, a parte qualche cliente ad agosto, sono stata costretta ad abbassare le tariffe anche del trenta per cento”, osserva. “Mi sento abbandonata dal Governo, non ho avuto aiuti e, nemmeno, direttive su come gestire gli eventuali ospiti nell’emergenza Coronavirus. Tanti miei colleghi si trovano nella stessa situazione, abbiamo una chat con oltre cento iscritti dove ci aggiorniamo di continuo. Da quando è iniziata la campagna mediatica contro la Sardegna, poi, ho avuto qualche disdetta. A settembre avrò qualche cliente, ma davvero poca roba”.


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