Cagliari, “ho rinunciato a un viaggio per proteggere mio fratello dal Coronavirus e ho perso 230 euro”

Un weekend in Svezia programmato da tempo e annullato per evitare possibili contagi durante lo scalo a Bergamo. Ester Scaramuccia, estetista 24enne: “Mio fratello Davide è a rischio perché ha la sindrome di Marfan, Ryanair e il b&b purtroppo non rimborsano nulla. Per me è un’ingiustizia”


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Un viaggio programmato da tempo, prima che scoppiassero, in alcune regioni del nord Italia, i primi casi di Coronavirus. Un weekend in Svezia, con volo intermedio da Cagliari a Bergamo, annullato all’ultimo da Ester Scaramuccia, estetista 24enne di Cagliari. Il motivo? Accanto a lei, durante quella mini vacanza, ci sarebbe dovuto essere anche il fratello Davide, di quattro anni più piccolo: “Lui ha la sindrome di Marfan, ha già subìto vari interventi medici ed è molto delicato. Volevo regalargli un fine settimana di relax e distrazione prima di una delicata operazione alla schiena alla quale dovrà sottoporsi a Modena”. Dopo aver saputo dei vari casi di contagio e addirittura di decessi per colpa del virus cinese, la giovane ha chiamato il servizio clienti Ryanair: “Mi hanno che forse avremmo potuto avere dei problemi nel varcare i confini nazionali, nulla di più, i voli sono comunque confermati. Alla fine ho deciso di non partire”. I biglietti, però, erano già stati fatti e, eventualmente, la giovane potrebbe ancora partire, visto che il decollo è previsto per venerdì prossimo. Lei, però, è irremovibile: “Non voglio far correre nessun rischio a mio fratello, anche lui la pensa come me”. Una scelta libera e consapevole, quindi. Con, però, un risvolto non di poco conto: “Tra biglietti aerei fatti e una notte prenotata in un bed and breakfast vicino all’aeroporto di Bergamo ho perso 230 euro”. 
Meglio, non li ha proprio persi, quei soldi, la Scaramuccia: “Ryanair non rimborsa nulla, idem il titolare del bed and breakfast”. La policy della compagnia aerea low cost è nota: “Ho provato comunque a chiedere se c’è un modo per non perdere tutto questo denaro, magari potrebbero farmi altri biglietti per un viaggio tra qualche mese o fornirmi un buono da utilizzare quando i casi di Coronavirus saranno solo un lontano ricordo. Anche il padrone del b&b è stato irremovibile”, afferma la 24enne. “Sono molto arrabbiata, mi sono messa una mano sulla coscienza soprattutto per mio fratello, per lui è rischioso anche contrarre una semplice influenza. In questi casi, secondo me, il rimborso dovrebbe essere automatico, si tratta pur sempre della tutela della salute di una persona”. 


In questo articolo: