Cagliari, gli elicotteri nella notte poi il blitz: “Così abbiamo incastrato gli spacciatori di Mulinu Becciu”

Quattordici in manette, ai vertici della banda Fabiana Eriu, mamma di Sandrino Carcassi, morto dopo essere precipitato da un palazzo di via Piero della Francesca. Tutti i dettagli dell’operazione spiegati a Radio Casteddu dal capitano dei carabinieri Emanuele Macrì

“L’indagine è denominata Dogs Square perché nella piazza che è stata monitorata erano presenti anche dei cani di proprietà di qualche indagato. L’operazione ha consentito di far luce su un’attività illecita di spaccio di stupefacenti che veniva svolta all’interno del quartiere cagliaritano di Mulinu Becciu, noto anche come case parcheggio. Sono 9 palazzine raggruppate all’interno di un piazzale”. 14 sono gli indagati: detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti che il gruppo smerciava: erano l’hashish e la cocaina. “Questa indagine ha permesso sostanzialmente di definire i ruoli dei promotori dell’associazione, di appurare e identificare chi fossero i soggetti che contribuivano a dar vita all’associazione. Parliamo di fornitori, di corrieri coloro i quali, materialmente, portavano poi la droga al destinatario che si trovava all’interno di queste case parcheggio e siamo riusciti a individuare anche i ruoli di altri soggetti partecipi al sodalizio e identificati in persone che, di fatto, contribuivano allo svolgimento delle illecite attività.
Abbiamo svolto un’intensa attività tecnica di intercettazione ambientale all’interno dell’abitazione della promotrice, che ha consentito, sostanzialmente, di acquisire un dato probatorio fondamentale che ci ha poi permesso di ottenere gravi indizi a carico delle persone. Le intercettazioni ci hanno permesso di acquisire sui modi dell’associazione e di risalire al dato quantitativo e qualitativo delle sostanze stupefacenti che venivano spacciate.
È stato registrato un intenso traffico di acquirenti all’interno del complesso e l’attività di spaccio avveniva all’interno dell’abitazione della promotrice di questa associazione, ovvero nel piazzale antistante l’immobile.
Parliamo di un contesto ben organizzato ed è stata svolta un’intensa attività tecnica: non solo intercettazioni ma anche riprese video”.
L’attività è partita nell’aprile del 2017 e si è poi conclusa nel 2019. Poi c’è stato un periodo, ottobre 2020, in cui sono state svolte ulteriori attività di riscontro e di osservazione “che ci hanno permesso di certificare che l’attività, di fatto, era ancora in essere”.
Risentite qui l’intervista del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
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