Anziani costretti a trasferirsi, malati e invalidi bloccati ai piani alti. Nonostante l’appalto sia stato vinto, il cantiere non parte: “Ci sentiamo rispondere in modo sgarbato, siamo disperati”.
CAGLIARI. Un vero e proprio incubo quello che stanno vivendo i residenti in una palazzina in via Schiavazzi, nel quartiere di Sant’Elia. Da dicembre l’ascensore è fuori uso, trasformando la vita quotidiana di decine di famiglie in una corsa a ostacoli insormontabile. La situazione, già critica a causa dei nove piani dell’edificio, è aggravata da quelli che i condomini definiscono come continui rimpalli e scuse da parte dell’azienda incaricata dei lavori.
Secondo quanto denunciato dai residenti, l’azienda avrebbe già vinto l’appalto e i fondi sarebbero disponibili, ma il cantiere continua a essere rimandato di mese in mese. “Campano in aria scuse di ogni tipo”, spiegano gli abitanti nel loro sfogo, sottolineando come nonostante i numerosi reclami telefonici, le risposte ricevute siano state spesso sgarbate e irriguardose.
A destare maggiore indignazione è il cartello di inizio cantiere presente sul posto: “Hanno avuto il coraggio di cambiare a pennarello la data di fine lavori”. Se inizialmente la chiusura degli interventi era prevista per fine aprile, ora ai residenti è stato comunicato che i lavori inizieranno solo a maggio.
Le conseguenze sociali di questo disservizio sono pesantissime. Nella palazzina vivono persone malate, invalidi e anziani, molti dei quali si sentono letteralmente segregati in casa. Alcuni anziani che abitano agli ultimi piani sono stati costretti a trasferirsi provvisoriamente da parenti perché impossibilitati a salire e scendere le scale.
I disagi colpiscono tutti: dalle famiglie con bambini piccoli che devono trasportare passeggini, alla difficoltà estrema nel ricevere la spesa a domicilio o la consegna delle bombole del gas. “Non ce la facciamo più”, è il grido d’aiuto che arriva da via Schiavazzi, dove i residenti chiedono un intervento immediato e definitivo per ripristinare un servizio essenziale alla dignità umana.
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