Cagliari, cittadini e sindaci assediano l’assessorato della Sanità: “Vogliamo cure sicure e medici nel Sulcis”

Malati, semplici cittadini indignati, minatori e rappresentanti delle associazioni urlano tutta la loro rabbia in via Roma: “Nieddu, mentre voi avete il pronto soccorso dedicato noi continuiamo ad ammalarsi e a dover rinunciare alle cure”. GUARDATE il VIDEO

Slogan di fuoco, tanta rabbia e fischietti assordanti utilizzati per ore, per cercare di rianimare quella sanità sarda sempre più moribonda. A Cagliari la mega protesta di cittadini e sindaci del Sulcis Iglesiente, in migliaia hanno assediato l’assessorato regionale della Sanità in via Roma. La chiusura del pronto soccorso del Cto di Iglesias e i reparti, tutti, ingolfati al Sirai di Carbonia hanno portato i primi cittadini dei principali paesi coinvolti a protestare accanto ai cittadini, ai malati, ai rappresentanti delle associazioni di volontariato e ai minatori. Sono proprio questi ultimi, tutti con il caschetto in testa, i più vicini all’ingresso dell’assessorato. Nel mirino ci sono l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu e il presidente Christian Solinas. In prima fila anche Cgil, Cisl e Uil.
In tanti hanno preso la parola, megafono alla mano, e urlato tutta la loro rabbia e preoccupazione: “Mentre i consiglieri regionali potevano contare su un pronto soccorso dedicato, per noi è impossibile accedere alle cure. Non vogliamo soluzioni tampone, pretendiamo che sia subito riaperto il pronto soccorso di Iglesias e potenziato il Sirai. Vogliamo fatti e non promesse”, hanno detto i manifestanti. Che hanno sperato di poter incontrare l’assessore Nieddu, ma sono rimasti a bocca asciutta. Dagli uffici dell’assessorato non è arrivato nessuno, e i manifestanti hanno continuato la loro protesta per tutta la mattinata. E più di un sindaco – tra i presenti, avvolti dalla fascia tricolore, quello di Iglesias Mauro Usai, il primo cittadino di Sant’Antioco Ignazio Locci e quello di Carbonia Pietro Morittu – promette che, sino a quando non verrà riaperto il Cto di Iglesias, “la mobilitazione andrà avanti ad oltranza”.