Cagliari, centinaia di persone per dire no alla violenza, dal palco di piazza Garibaldi si chiede più sicurezza. Parla Fabio Macciò, da papà disperato: “Mia figlia è stata molestata sul bus da tre uomini stranieri”.
È lui l’organizzatore della manifestazione che è in corso nel capoluogo sardo, ha raccontato quanto accaduto alla figlia ad agosto che, una sera, ha chiesto di uscire e andare a ballare con i suoi compagni di scuola. Ma sul bus è stata molestata, “ho ricevuto una telefonata dalla caserma e da quel momento la mia vita è cambiata”. Un racconto spezzato solo dall’emozione e dagli applausi dei presenti, “non sono razzista ma non si può continuare a tacere perché si ha paura di essere addittati come tali”. Cagliari è accogliente con tutti, come tutta la Sardegna, che sta cambiando volto rispetto a prima: muta si evolve e tantissimi uomini e donne, venuti da lontano, hanno trovato la loro seconda casa, un mondo nuovo dove ben si sono integrati. Ma ci sono anche coloro che vivono senza regole, che vedono le donne come carne da consumare anche se queste sono solo delle giovani ragazzine. “Dobbiamo proteggere i nostri figli, dargli una città sicura, lo dobbiamo fare per loro”. Furti, rapine, violenze che si susseguono soprattutto nel centro della città: dal palco sono tante le voci che hanno raccontato le loro storie, esperienze e che chiedono di non sottovalutare il problema. “Non voglio che Cagliari diventi come quelle grandi città dove è pericoloso uscire da sole” spiega una donna che ha vissuto all’estero e ha toccato con mano la realtà che, pian piano, si sta impossessando anche del capoluogo sardo.
La manifestazione da piazza Garibaldi percorrerà le vie dello shopping sino ad arrivare alle piazze Matteotti e del Carmine per gridare “no alla violenza, si alla sicurezza”.









