Cagliari, caos al Marino: “Chiudono tanti reparti, salvate gli addetti alle pulizie e i vigilantes”

Sta per scattare la riorganizzazione dell’ospedale vista mare, posti di lavoro a rischio: “Hanno sempre fatto turni faticosissimi durante la pandemia e ora, paradossalmente, rischiano di perdere il posto”.

“La riorganizzazione dell’ospedale Marino di Cagliari, con relativa chiusura e trasferimento di diversi reparti, come ad esempio traumatologia, produrrà un effetto potenzialmente dirompente nei servizi in appalto”: così Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, che manifestano preoccupazione per il futuro dei lavoratori dei servizi interessati. Secondo le categorie infatti, “sarebbe inaccettabile procedere a una riduzione degli appalti di pulizie e sanificazione, mense e vigilanza, in un periodo particolarmente delicato per l’intero sistema sanitario messo a dura prova dalla pandemia”. Una scelta che potrebbe determinare un peggioramento complessivo dei servizi oltre che delle condizioni di lavoro. Nell’incontro con la Direzione del Marino Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno sottolineato che “le maestranze attuali possono essere prese in carico dalle imprese che operano negli ospedali dove sono stati trasferiti i reparti dismessi con conseguente incremento delle attività da svolgere”. In parte, infatti, la riorganizzazione è stata già attuata, con reparti trasferiti al Brotzu e all’Aou.
“Stiamo parlando di lavoratori che in tutta la fase di emergenza sanitaria si sono dimostrati responsabili e disponibili anche con turni faticosissimi per garantire attività essenziali – hanno detto Nella Milazzo (Filcams), Giuseppe Atzori (Fisascat) e Vincenzo Di Monte (Uiltrasporti) – lavoratori che oggi, paradossalmente, rischiano persino di perdere il posto”. Per questi motivi i sindacati hanno chiesto un incontro all’assessore alla Sanità, ai vertici di Ats, Aou e Brotzu, e considerano importante anche la presenza delle imprese che subentreranno nei prossimi cambi d’appalto previsti nei prossimi mesi. L’obiettivo è “salvaguardare l’occupazione delle attuali maestranze del Marino e capire quali siano le prospettive della struttura ospedaliera”.


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