Cagliari, baby gang aggredisce ripetutamente altri ragazzini: la denuncia già tra le mani delle forze dell’ordine. La rabbia del papà: “Qualcuno deve fargli capire che non possono andare in giro a scegliere un ragazzino, avvicinarlo, intimidirlo, picchiarlo e poi tornare a cercarlo come se fosse una normale dinamica tra adolescenti”.
Atti di bullismo, ancora una volta, contro i ragazzini, vittime delle azioni messe in atto dal gruppo senza motivo, ma solo per la voglia di picchiare, di insultare, di sentirsi grandi e superiori facendo del male agli altri. È accaduto ieri, “è stato avvicinato da alcuni ragazzini che già in passato lo avevano molestato e picchiato. Volevano “parlare”. Ovviamente ho già sporto denuncia per quello che è successo e so che, essendo minorenni, sono stati convocati insieme alle famiglie. Un altro amico di mio figlio, tra l’altro, è stato picchiato ripetutamente dalla stessa gang”.
“Continuo a pensare – prosegue l’uomo – che a un certo punto debbano intervenire le forze dell’ordine. Sono minorenni? Benissimo. Proprio per questo bisogna intervenire adesso, non aspettare che succeda qualcosa di più grave. Una diffida, una convocazione, quello che prevede la legge.
E poco mi importa se vengono da famiglie fragili o da situazioni familiari che spiegano benissimo come siano arrivati fin qui. Lo posso capire sul piano sociale, psicologico, perfino umano. Ma non può diventare un lasciapassare. Perché alla fine a pagare sono altri ragazzini e le loro famiglie, che devono stare con l’ansia ogni volta che un figlio esce di casa”.
Atti di bullismo, ancora una volta, contro i ragazzini, vittime delle azioni messe in atto dal gruppo senza motivo, ma solo per la voglia di picchiare, di insultare, di sentirsi grandi e superiori facendo del male agli altri. È accaduto ieri, “è stato avvicinato da alcuni ragazzini che già in passato lo avevano molestato e picchiato. Volevano “parlare”. Ovviamente ho già sporto denuncia per quello che è successo e so che, essendo minorenni, sono stati convocati insieme alle famiglie. Un altro amico di mio figlio, tra l’altro, è stato picchiato ripetutamente dalla stessa gang”.
“Continuo a pensare – prosegue l’uomo – che a un certo punto debbano intervenire le forze dell’ordine. Sono minorenni? Benissimo. Proprio per questo bisogna intervenire adesso, non aspettare che succeda qualcosa di più grave. Una diffida, una convocazione, quello che prevede la legge.
E poco mi importa se vengono da famiglie fragili o da situazioni familiari che spiegano benissimo come siano arrivati fin qui. Lo posso capire sul piano sociale, psicologico, perfino umano. Ma non può diventare un lasciapassare. Perché alla fine a pagare sono altri ragazzini e le loro famiglie, che devono stare con l’ansia ogni volta che un figlio esce di casa”.
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Tags: Cagliari












