Cagliari, alla Marina arrivano educatori e psicologi: “Così proviamo a salvare i giovani da alcol e droga”

Minorenni allo sbando nei weekend tra alcolici, risse e addirittura sesso all’aperto. Un gruppo di esperti in azione, gratis, per aiutare i gruppi di ragazzini: “È un problema sociale, non vogliamo moralizzare nessuno ma, semplicemente, provare a parlare con loro e fargli capire qual è il vero divertimento”

Risse, alcol a fiumi, sesso in strada, urla. Il rione cagliaritano della Marina, ogni weekend, ai trasforma in un “rodeo”. I giovanissimi, nonostante i controlli delle Forze dell’ordine, si spostano da un punto all’altro del quartiere, per la disperazione dei residenti. Situazioni di caos finite già tante volte alle orecchie del Comune, alle quali va aggiunto anche il recentissimo raid notturno, con quattro auto distrutte dalle fiamme e una palazzina annerita dal fumo e dal fuoco. Ma, ora, c’è una novità. Un gruppo di volontari ha deciso di accettare l’invito di Luca Pisano, direttore dell’osservatorio Cybercrime, di dedicare qualche ora per provare a dialogare con i giovanissimi che affollano il rione. Primo appuntamento sabato prossimo, dalle diciotto alle ventidue: 19 tra educatori, pedagogisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri, neuropsichiatri infantili, psichiatri e avvocati avvicineranno, gratuitamente, i ragazzi, per cercare di fargli capire che è possibile divertirsi senza per forza diversi sballare.
“Qualcosa bisogna iniziare a fare, in attesa che i politici comprendano che il disagio giovanile non può essere trattato solamente con l’intervento delle forze di polizia”, spiega Luca Pisano. “Si tratta, infatti, di un’emergenza prevalentemente sociale e sanitaria rispetto alla quale il Comune di Cagliari e i sindaci delle diverse realtà della Città metropolitana devono complessivamente investire denaro, almeno 200mila all’anno, per realizzare interventi seri e concreti di prevenzione e contrasto. Intanto, Noi ci siamo, perchè l’indifferenza non ci piace. Non moralizzeremo nessuno e non creeremo ulteriori muri. Se noteremo situazioni di pericolo o di illegalità avviseremo subito le Forze dell’ordine”.


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