Cagliari 1943, la Vetreria rivive il ricordo della guerra

di Paolo Piu

Ieri nel teatro della Vetreria di Pirri, è stato riproposto lo spettacolo teatrale “Cagliari 1943: la guerra dentro casa”, che da 13 anni offre al pubblico la rappresentazione dei fatti accaduti nei primi anni ’40 e culminati nel bombardamenti dell’annus horribilis del 1943. Impresa non facile quella della compagnia Cada Die Teatro, far rivivere sul palcoscenico, in modo talvolta divertente e talvolta drammatico, il ricordo e le intense emozioni che caratterizzarono il capoluogo sardo durante l’ultimo conflitto mondiale.

Lo spettacolo all’inizio presenta le dichiarazioni filmate di coloro i quali furono le vittime indirette degli avvenimenti descritti nella rappresentazione teatrale, testimonianze toccanti che introducono a quella che sarà la pièce vera e propria: venti attori che portano sul palco le scene di vita quotidiana dei bambini dell’epoca e delle loro famiglie, dall’indottrinamento del regime, i cui lunghi tentacoli si protendono anche all’interno della quotidianità, fino all’euforia prodotta dalla dichiarazione di guerra, che ben contrasta con gli sviluppi successivi del conflitto, il quale porterà come conseguenza la distruzione della città e dello stile di vita conosciuto, insieme ai morsi della fame, allo spettro della paura e all’angoscia per la morte di migliaia di persone causata dagli incessanti ed efferati bombardamenti di quegli anni tremendi.

Bravissimi gli attori e le attrici in scena, tutti non professionisti, che hanno rappresentato in modo vivo e partecipato le vicende dell’epoca, per trasmettere alle nuove generazioni la memoria di quei fatti che valsero al capoluogo sardo la medaglia d’oro, come riconoscimento per l’elevato numero di vittime civili.

Tra gli attori presenti va segnalata soprattutto la presenza di Paola Ferro, oggi ultra ottantenne, che con la sua testimonianza diretta, in quanto l’unica tra gli attori della compagnia ad aver vissuto personalmente gli episodi narrati, ad aver fatto salire ad alti livelli l’emozione e il pathos prodotti dallo spettacolo teatrale.  Quest’anno è stato divulgato anche un comunicato su quanto succede ancora oggi nei confronti dei Curdi, un popolo vittima di uno sterminio iniziato cento anni fa e purtroppo non ancora concluso. Il messaggio della Compagnia è sempre chiaro: conoscere e comunicare per non dimenticare ciò che è stato e che purtroppo tende a ripetersi.

Al termine della rappresentazione, il regista Pierpaolo Piludu, salito sul palco, ha coinvolto il pubblico presente in sala in una discussione sugli avvenimenti descritti, favorita dal forte coinvolgimento emotivo che gli attori della compagnia sono riusciti a trasmettere e a infondere negli animi degli spettatori, che seguono sempre lo spettacolo con grande interesse e partecipazione.