Bobòscianèl in “Quattromilacinquecentovolatiliparole”

Sassari, 28 e 29 luglio 2020 cortile dell’ex scuola media N2 (S.Giuseppe) ore 21.00

L’associazione culturale Bobòscianèl è presente nel cartellone di Sassari estate con tre spettacoli, due della compagnia e uno della sua scuola di recitazione. Dopo il fermo biologico determinato dall’emergenza sanitaria ed il conseguente annullamento delle date fissate in teatro con la presente amministrazione, la compagnia si trova ad affrontare la bella stagione forte di una rassegna cominciata a novembre che ha registrato tutti sold out prima di stopparsi bruscamente a gennaio. Dopo il difficoltoso momento del lock down ora arriva quello della ripartenza, sia della compagnia che della scuola. I progetti presentati sono tutti lavori originali e, come è accaduto in passato con “Keep Calm” tendono a coinvolgere soggetti economici della città in qualità di partner e sponsor e, come nel caso dell’ Ultima notte al Rizz , iniziando una collaborazione con il centro di vittimologia della clinica psichiatrica dell’università di Sassari diretto dalla dottoressa Alessandra Nivoli. I biglietti sono in prevendita (obbligatoria per normative Covid) alla Libreria Dessì Mondadori in Largo Cavallotti.

Quattromilacinquecentovolatiliparole

28 e 29 luglio 2020 cortile dell’ex scuola media N2 (S.Giuseppe) ore 21.00

Quattromilacinquecentovolatiliparole é un lavoro teatrale che, dentro i contorni della apparente leggerezza, arriva con l’intento di far ridere e divertire. La sua struttura narrativa corre sul filo sottile che separa la commedia dal teatro dell’assurdo, ma dietro quel velo d’ilarità, ci sono diversi spunti di riflessione. Ci si sofferma sulle dinamiche umane del nostro tempo, sull’impoverimento dei nostri dialoghi, sul livello culturale che inesorabilmente scende a tacche preoccupanti e su quei luoghi comuni che in molte situazioni sostituiscono una conversazione onesta e originale. Tre personaggi si incontrano casualmente in un parco durante la pausa pranzo. Da subito fanno cadere i muri della buona educazione per tuffarsi in una fitta ed intima conversazione che spesso e volentieri non mostra né capo né coda e sfocia in diatribe che hanno il solo scopo di sfogare la frustrazione dei personaggi. Il testo originale (del 2019) è stato rimaneggiato durante l’emergenza sanitaria e oggi si trova arricchito di nuove riflessioni sociali (sempre non sense) sul periodo appena trascorso. I protagonisti (come spesso è accaduto sui social) si improvvisano epidemiologi, virologi, statisti, economisti, ovviamente senza avere nessuna competenza e nessuno strumento di valutazione. Si schierano politicamente per poi negarsi, si regalano per poi pentirsene e spendono energie senza un fine, uno scopo reale. Parlano fieramente del nulla tentando di dare un peso all’aria che buttano fuori dalle bocche. Sono soli in realtà. Sono inariditi e soffrono il fallimento. Ma nessuno lo saprà mai, perché “essere” avrà anche il suo fascino, ma apparire è un’esigenza imprescindibile. Il testo è di D. Coni che è in scena con Laura Calvia ed Elisa Casula. La regia è di Boboscianèl, la scenografia di Mattia Enna e il disegno luci è di Tony Grandi.


In questo articolo: