“Biglietto comprato a Elmas ma il volo Volotea per Torino è pieno, mia figlia costretta a partire dopo 17 ore”

Non solo caos continuità territoriale, anche le rotte classiche “pasticciano” e creano disagi ai sardi. La denuncia di Franco Minafra, assicuratore 58enne cagliaritano: “Volo in overbooking ma biglietto già pagato, mia figlia insegna a Torino ed è potuta ripartire solo il giorno dopo. Ostaggi, noi sardi siamo ostaggi delle compagnie aeree che, spesso, commettono errori: chi ci rimette, purtroppo, siamo sempre noi”

Un volo in overbooking, con un “posto zero” scritto sul biglietto comprato al bancone dell’aeroporto di Elmas. La compagnia aerea coinvolta è Volotea, il volo è quello che ieri è partito alle 16:20, per Torino. “E cinque persone, tra le quali mia figlia, sono rimaste a terra perchè la compagnia, semplicemente, ha venduto più biglietti dei posti realmente disponibili”. A denunciare l’ennesimo caos legato ai trasporti aerei è Franco Minafra, assicuratore 58enne cagliaritano. “Mia figlia era arrivata a Cagliari venerdì sera, aveva già acquistato il biglietto di ritorno il 20 settembre. Il sistema di Volotea, però, le ha impedito di fare il check in online. Ho un cognato che lavora all’aeroporto di Elmas, mi ha suggerito di recarmi lì di persona”. E così ha fatto, Minafra, accompagnando la figlia, una professoressa, sino al bancone interno dello scalo: “Lì c’era una fila immensa. Al momento di superare i controlli, però, la doccia fredda: le avevano assegnato un ‘posto zero'”. Così, figlia e padre sono tornati al bancone a chiedere informazioni: “L’addetto presente al desk ci ha spiegato che era normalissimo. Il volo era in overbooking e solo se qualcuno avesse rinunciato a partire ci sarebbe stata la possibilità, per mia figlia, di imbarcarsi. Una sorte che è toccata a lei e ad altre quattro persone. Ci hanno proposto di partire alle 22 con un volo per Bergamo, poi Volotea avrebbe assicurato, gratis, il viaggio sino a Caselle. Ma sarebbe arrivata lì alle due di notte, impensabile”, racconta l’uomo.
Così, l’unica alternativa è stata attendere circa 17 ore: “Mia figlia è potuta partire solo oggi, poco prima delle dieci, con Ryanair. Non è un’insegnante di ruolo, quindi è arrivata in ritardo a scuola e ha dovuto fare affidamento al buon cuore dei suoi colleghi. Certo, è folle che noi sardi, nel 2021, siamo ancora ostaggi delle compagnie aeree in generale, che si permettono anche di compiere simili errori e leggerezze come far pagare un biglietto che poi non si può utilizzare: speriamo davvero di essere rimborsati”.


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