Quanto accaduto pochi giorni fa in Consiglio Comunale “rappresenta un fatto politicamente grave e istituzionalmente inaccettabile” esprime la minoranza unita.
“All’ordine del giorno era prevista la surroga del consigliere dimissionario Riccardo Pilloni con il consigliere Giancarlo Tatti, primo dei non eletti nella lista civica “Mario Puddu Sindaco”. Un atto dovuto, semplice, che avrebbe dovuto svolgersi nel pieno rispetto delle regole democratiche.
Al momento della votazione, però, la maggioranza non disponeva dei numeri necessari per garantire il numero legale. Di fronte a questa evidente criticità, noi consiglieri di minoranza abbiamo chiesto una sospensione dei lavori e la convocazione di una riunione dei capigruppo per comprendere come si intendesse procedere. Una richiesta legittima, di buon senso e nel pieno rispetto delle prerogative consiliari.
La sospensione ci è stata negata.
Di fronte alla mancanza del numero legale, abbiamo lasciato l’aula. Nonostante ciò, si è comunque proceduto alla votazione, che in assenza dei numeri necessari sarebbe stata inevitabilmente nulla”.
Solo successivamente i lavori sono stati sospesi ed è stata convocata una riunione dei capigruppo, “organizzata in modo improvvisato, alla quale il Sindaco non ha ritenuto di partecipare. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato di essere “stupito” dalla nostra richiesta di sospensione, come se pretendere il rispetto delle regole fosse un fatto anomalo.
Alle nostre richieste di chiarimento sull’assenza dei consiglieri di maggioranza è stato risposto con generici “impegni personali e di lavoro”. Resta il fatto che quanto accaduto evidenzia ancora una volta la fragilità di questa maggioranza insieme a un’evidente approssimazione nella gestione dei lavori e uno scarso rispetto delle norme di correttezza istituzionale che dovrebbero sempre guidare l’azione amministrativa.
Nonostante tutto, per senso di responsabilità, rispetto delle istituzioni e amore per la democrazia, siamo rientrati in aula per consentire al consigliere Tatti di assumere il ruolo che gli spetta di diritto.
Gravissime, inoltre, le parole del Sindaco che, al nostro rientro, ha accusato la minoranza di aver “perso tempo”. Chiedere il rispetto delle regole, pretendere chiarezza e garantire il numero legale non significa perdere tempo: significa tutelare la democrazia e la dignità del Consiglio Comunale.
Le istituzioni meritano rispetto. Il Consiglio Comunale non è un luogo dove si può procedere con leggerezza, ma la sede più alta della democrazia cittadina.
Continueremo a vigilare affinché legalità, trasparenza e rispetto delle procedure non vengano mai messi in secondo piano”.











