Artigiani sardi, finalmente un assessorato per le attività produttive

 La Regione Sarda punta sull’Expo per aiutare le imprese ad aggredire i mercati esteri: per favorire la presenza delle aziende sarde a Milano un bando regionale da 800mila euro. Intanto il settore artigiano potrebbe essere presto scorporato da Turismo e commercio per dar vita all’assessorato alle Attività produttive

di Alessandro Zorco

 La Regione Sardegna potrebbe riunire tra breve tutte le attività produttive in un unico assessorato. L’artigianato potrebbe essere scorporato dall’attuale assessorato che lo ingloba al turismo e al commercio e accorpato all’industria e a parte dell’agricoltura industriale. E’ questa la principale novità emersa nel corso dell’Assemblea della Cna Alimentare, durante la quale sono state illustrate in anteprima le linee guida del Piano strategico che la Regione sarda presenterà la settimana prossima in vista della partecipazione delle aziende isolane all’Expo di Milano. Ieri invece, durante un convegno organizzato dalla Cisl sarda, era emersa la possibilità di un accorpamento tra l’assessorato al Turismo e quello ai Trasporti. Tutte ipotesi di riforma dell’organizzazione della Regione di cui si parla da tempo, ma che presuppongono prima un accordo politico per la modifica della legge che regola l’organizzazione degli assessorati regionali. 

Quanto alle linee guida del Piano strategico della Regione sarda in vista della partecipazione all’Expo di Milano, l’idea di fondo – lo ha spiegato Antonio Usai, consulente dell’assessore regionale al Turismo Francesco Morandi – parte dall’attuale scarsissima conoscenza del sistema Sardegna all’estero (è conosciuta infatti solo qualche eccellenza isolata): la Regione sarda – ha spiegato Usai – intende proporre una visione unitaria e riconoscibile della Sardegna nel mondo.  

Come? In pratica l’assessorato al Turismo cercherà di veicolare all’Expo di Milano l’idea della Sardegna come un’isola dove si vive meglio, sulla base di quattro elementi qualificanti: la qualità delle produzioni alimentari, le eccellenze naturali, la longevità dei suoi abitanti e l’innovazione sostenibile. 

Per veicolare questa idea di “isola della qualità” la Regione sarda ha scelto 10 mercati obiettivo sui 160 che saranno rappresentati a Milano: per favorire l’internazionalizzazione delle imprese sarde si è deciso di puntare su Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Belgio come mercati europei e su Usa, Cina, Giappone, Brasile, Emirati Arabi Uniti e Qatar come mercati europei. 

Dunque più che favorire una presenza fisica delle PMI all’Expo la Regione spera soprattutto di mettere le imprese sarde nelle condizioni di dialogare con il resto del mondo. Per questo chiede alle aziende e alle associazioni di categoria di condividere il messaggio di fondo proposto in vista dell’Expo di esprimere le loro eccellenze soprattutto sul territorio. 

Non mancano comunque i contributi per favorire la presenza materiale delle pmi sarde a Milano. Come ha spiegato Stefano Piras, funzionario dell’assessorato all’Industria, lo scorso 13 gennaio è stato aperto un bando dal 800 mila euro (fondi Por Fesr 2007-2013) che scadrà il 10 marzo ed è finalizzato alla promozione delle PMI sarde nei mercati esteri e al potenziamento dell’internazionalizzazione delle imprese isolane. Destinatari del bando saranno le PMI singole o aggregate (in associazioni temporanee, contratti di rete o consorzi e società consortili). Il finanziamento, destinato ad imprese che svolgono attività manifatturiere per lo più nel settore alimentare o che erogano servizi Ict, prevede un finanziamento dal 50 al 75% sulle spese di consulenza per la partecipazione all’Expo, con un tetto massimo di 50 mila euro per le imprese singole e di 150 mila euro per i consorzi e le società consortili. Non sono finanziabili le spese per la formazione, i rimborsi spese per l’alloggio a Milano e le spese per tasse o imposte.

 


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