Angela Manca, morta a Mandas dopo avere ucciso i figli disabili: la tragedia poteva essere evitata?

Una donna esasperata dalla cura dei due figli gravemente malati? Ma cosa può portare davvero una mamma ad uccidere due figli? La donna poteva essere aiutata? Questa tragedia poteva essere evitata? Sono questi i dubbi del giorno dopo, un giorno ancora di immenso dolore in tutta la Sardegna

Cosa può portare una mamma di 64 anni ad ammazzare i due figli disabili, allettati, e poi a togliersi la vita con lo stesso fucile? Oggi è morta Angela Manca, una tragedia nella tragedia e col suo addio si porterà per sempre un movente affettivamente inspiegabile. La donna, che ieri aveva ucciso i due figli Paolo e Claudio Calledda, quelli che a Mandas tutti chiamavano affettuosamente “i bambini”, è deceduta dopo una delicata operazione chirurgica al Brotzu di Cagliari. Le sue condizioni, che giù ieri erano critiche nel reparto di Rianimazione, si sono improvvisamente aggravate.

Sarà dunque impossibile sentire la sua verità, quale sia stata la molla che ha scatenato il folle raptus omicida. Un gesto premeditato, perchè Angela Manca ha atteso la partenza della figlia e del genero per le vacanze. Poi ha aspettato che le due badanti sparissero. Solo dopo ha caricato con le munizioni il fucile da caccia del genero e ha sparato i colpi mortali contro i due figli. Poi si è sparata all’addome con la sua stessa arma.

La donna soffriva probabilmente di una forte depressione da qualche anno, da quando nel 2015 si verificò l’improvvisa intossicazione da farmaci che colpì lei e i suoi due figli. Un primo tentativo di farla finta? Su questo indagano i carabinieri. Una donna esasperata dalla cura dei due figli gravemente malati? Ma cosa può portare davvero una mamma ad uccidere due figli? La donna poteva essere aiutata? Questa tragedia poteva essere evitata? Sono questi i dubbi del giorno dopo, un giorno ancora di immenso dolore in tutta la Sardegna. Il marito era morto per una grave malattia al cervello. La donna, come racconta l’ex sindaco Umberto Oppus, teneva “i suoi due figli come fossero gioielli”. Aveva fatto grandi sforzi per fare laureare la figlia. Era insomma una mamma perfetta, sino al tragico epilogo del 6 settembre. Sono tantissimi i commenti dei nostri lettori che fatalmente e curiosamente non la accusano, ma capiscono il suo dramma nel dramma. “Riposa in pace, mamma disperata”.

jacopo.norfo@castedduonline.it


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