Al Dromos festival è ancora protagonista il cinema

Giovedì 6 a Bauladu si proietta “Perfidia” di Bonifacio Angius.E venerdì a Baratili San Pietro una ricca giornata tra idee e musica con il sociologo Johan Galtung e il gigante del jazz afrocubano Chucho Valdès

Ancora un appuntamento all’insegna del cinema al festival Dromos: domani (giovedì 6 agosto), nella seconda serata consecutiva in programma aBauladu, si proietta Perfidia, il film di Bonifacio Angius  uscito nelle sale lo scorso autunno dopo un buon successo di critica e pubblico alla sessantasettesima edizione del Festival del film di Locarno. Si comincia alle 21 all’Anfiteatro del parco di San Lorenzo con ingresso gratuito.

Il lungometraggio girato a Sassari, città natale del regista, racconta la storia di un padre (Peppino, interpretato da Mario Olivieri) e di un figlio (Angelo, impersonato da Stefano Deffenu) che si avvicinano quando ormai è troppo tardi. Due personaggi abbandonati a loro stessi in una grande solitudine, in un mondo senza pietà e senza speranza, dove non esistono i buoni e dove non ci sono cattivi. “Tenerezza, rabbia, cinismo, fragilità, violenza a volte inconsapevole, nascosta, velata. Sono queste le parole che mi vengono in mente quando penso a ‘Perfidia’, un film nato da diverse suggestioni, alcune molto personali”, spiega Bonifacio Angius. “Mi interessava raccontare questo piccolo angolo di mondo, Sassari, una cittadina di provincia come ce ne sono tante in Italia, attraverso il problema della disoccupazione giovanile, il vuoto quotidiano che ne consegue e la visione clientelare come sua (non) risoluzione. La provincia anche come luogo fertile per sogni semplici e forse impossibili, ai quali però i personaggi si aggrappano come fossero la vita reale. Una vita fatta di attese incessanti, di invidia, di un desiderio di ‘normalità’ che appare sempre più lontano”

Dopo Bauladu, Dromos prosegue il suo percorso nell’Oristanese facendo tappa a Baratili San Pietrovenerdì 7, per una giornata ricca di appuntamenti che culminerà in serata (ore 22) con l’atteso concerto di un’autentica icona del jazz afrocubano, Chucho Valdés, preceduto nel pomeriggio da Utopie all’orizzonte, un’approfondita riflessione sul tema che caratterizza questa diciassettesima edizione del festival: “I have a dream – L’Utopia necessaria”

L’iniziativa, coordinata dal giornalista Nicola Pinna, prende il via al Centro sociale alle 15,30 con un laboratorio per bambini dai sei ai dieci anni sull’interazione sociale e la trasformazione dei conflitti, curato da Erika Degortes, direttrice di Transcend Peace University e cofondatrice delGaltung-Institute for Peace Theory and Peace Practice (ingresso libero su prenotazione al numero 0783310490). 

Dalle 16,30 ci si trasferisce alle Cantine Madau, per una serie di appuntamenti in successione. Il primo è la tavola rotonda “Avanzare in forza dei sogni”un confronto di esperienze fra operatori di diversi ambiti sociali e culturali: operatori delle carceri, dei centri d’accoglienza, di salute mentale e della scuola

Dalle 18 spazio Johan Galtung con una lezione sulla situazione mondiale contemporanea. Chiude l’articolato programma di interventi la sessione dal titolo “L’utopia e l’Ethos europeo. La crisi è l’inizio”: l’illustre studioso norvegese di teorica e pratica del metodo non-violento a confronto conVinicio Busacchi, professore associato di Filosofia Teoretica all’Università di Cagliari, nonché rappresentante nazionale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG). 

Completa la serie di iniziative una mostra del Centro per l’Autonomia per Sofferenti Mentali (servizio del PLUS distretto di Oristano, gestito dalla Società Cooperativa CTR Onlus, in collaborazione con il Centro di Salute Mentale della Asl di Oristano) visitabile dalle 16,30 a mezzanotte, in Piazza delle Feste.

Alle 22 si accendono i riflettori del Parco Comunale su uno dei più prestigiosi ospiti musicali del festival: la leggenda del jazz afrocubano Chucho Valdés. Classe 1941, vincitore nella sua lunga carriera di cinque premi Grammy e tre Latin Grammy, il pianista, compositore e arrangiatore di Quivicán sbarca in Sardegna alla testa di una nutrita formazione di giovani musicisti – composta da Yaroldy Abreu Robles (percussioni, voce), Dreiser Durruthy Bombalé (Batás, lead vocals), Rodney Barreto (batteria, vocals), Gastón Joya (double Bass, Vocals), Manuel Machado (tromba), Ariel Bringuez (sax tenore), Alexander Abreu (tromba, vocals), Rafael Águila (sax alto) e Reinaldo Melián (tromba) – per proporre Irakere 40, il recente progetto con cui rivisita e reinterpreta la musica dello storico gruppo Irakene, che ha co-fondato nel 1973 e con cui ha suonato fino al 2005.

biglietti, a dieci euro (più diritti di prevendita), si possono acquistare nei punti vendita del circuito Box Office Sardegna e online attraversoBoxol.it. Venerdì sera botteghino aperto al Parco Comunale di Baratili San Pietro a partire dalle 20.

La serata si chiude sempre all’insegna delle sonorità caraibiche col dopofestival, intorno alle 23.30, nella piazza centrale di Baratili San Petro conKike Quintana Son de Cuba. 

Per informazioni, la segreteria del Dromos Festival risponde al numero 0783310490 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Notizie e aggiornamenti sul sito www.dromosfestival.it e sulla pagina facebook.com/dromosfestivalsardegna.


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