Agenti aggrediti e paura, i poliziotti del carcere di Uta furiosi: “Costretti a lavorare in gravi condizioni”

Le denunce di poliziotti picchiati dai detenuti o che riescono, a fatica, a salvare chi sta dietro le sbarre ormai sono quasi all’ordine del giorno. Tensione anche a Uta, manifestazione di protesta: “Sistema penitenziario ormai fallimentare, non finisce qui”

Le aggressioni agli agenti, spesso anche gravi, quasi non si contano più da quante sono. E non tutte finiscono sui giornali. In più, per i poliziotti penitenziari c’è anche il dramma di non essere in numero sufficiente per poter gestire qualunque situazione eventuale di rischio all’interno delle carceri. Una situazione esplosiva, anche a Uta. Ecco perchè gli agenti del penitenziario, insieme alla Uil, hanno deciso di manifestare tutta la loro rabbia e la loro preoccupazione. Come spiega Michele Cireddu, segretario generale della UilPa, che ha postato le foto su Facebook, la manifestazione è stata fatta “per le gravi condizioni in cui i nostri poliziotti sono costretti a lavorare. La situazione in Sardegna è grave, l’amministrazione da rifondare e il sistema penitenziario è ormai fallimentare”. L’ultimo caso lo scorso 23 settembre: “A seguito di un’aggressione subìta da due agenti, da parte di un detenuto particolarmente facinoroso, anzichè applicare la circolare che prevede esplicitamente l’immediato trasferimento del detenuto autore dell’aggressione, sono stati allontanati gli agenti aggrediti in una sede lontana rispetto alla propria residenza”. La misura, insomma è colma.
“E non finisce qui”, promette Cireddu. “Continueremo a manifestare, a breve, negli istituti di Oristano, Sassari, Isili e Tempio”.


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