Il sistema BESS con batterie al litio sorgerà in località Planemesu, nella zona industriale di Macchiareddu, tra i comuni di Uta e Assemini, l’impianto avrà una potenza nominale di 250 MW e autonomia estesa tra le 4 e le 8 e i container di batterie al litio, cabine e trasformatori sorgeranno vicino all’Oasi di Monte Arcosu.
Protesta il Comitato per la difesa dell’ambiente e del territorio: “Ci ritroviamo davanti all’ennesimo intervento che rischia di compromettere il nostro paesaggio e di sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza di chi vive e lavora in questi territori”.
Sorgerà a circa 2 km dal centro abitato di Capoterra, a poche centinaia di metri dal carcere e a circa 1 km da un sito archeologico il mega impianto autorizzato il 19 ottobre. “Ma soprattutto, proprio di fronte a un territorio di straordinario valore paesaggistico, che comprende l’intero versante di Gutturu Mannu e Guttureddu, fino ad arrivare a Siliqua e oltre.
Un territorio che già nel 5 agosto del 1981, come ricordiamo da anni, fu dichiarato di interesse e protezione paesaggistica con un provvedimento del Presidente della Repubblica” spiega il Comitato.
La Regione Sardegna, con una nota del 17 dicembre 2024, aveva segnalato che l’impianto ricadeva in un’area non idonea ai sensi della legge regionale n. 20/2024. Il Ministero ha successivamente esaminato le controdeduzioni della società proponente e richiamato le pronunce della Corte costituzionale intervenute sulla normativa regionale.
Il risultato è la conclusione positiva della Conferenza dei servizi.
“Noi ci chiediamo: chi ha valutato fino in fondo le conseguenze di questa decisione sulla realtà concreta del nostro territorio?
Il territorio di Uta e Capoterra conosce bene le temperature estive estreme. A queste condizioni si aggiungono le grandi distese di superfici industriali, impianti energetici e materiali che possono influire sulle condizioni microclimatiche locali.
Quando parliamo di grandi sistemi di accumulo elettrochimico, non possiamo ignorare i rischi associati alle batterie agli ioni di litio.
Noi non stiamo dicendo che queste batterie esploderanno. Stiamo dicendo che se dovesse verificarsi un incidente grave, bisogna sapere in anticipo quali sarebbero le conseguenze per chi abita nei territori circostanti.
Gli incendi delle batterie al litio possono sviluppare temperature elevatissime, propagarsi da una batteria all’altra, produrre fumi e gas pericolosi e risultare estremamente difficili da gestire.
Non basta autorizzare un impianto: bisogna considerare anche ciò che potrebbe accadere nel peggiore degli scenari.











