“Dobbiamo rilanciare l’industria in Sardegna, risolvere la crisi strutturale persistente che colpisce duramente poli come il Sulcis-Iglesiente e Macchiareddu. Sembra impresa impossibile che le vertenze storiche sarde possano trovare soluzione ora, o in un prossimo futuro, attraverso i consueti tavoli istituzionali, se questi ultimi non sono espressione di definite e ambiziose strategie di rilancio del comparto industriale. Adesso occorre una visione nuova”. Lo ha detto Alessandro Andreatta, rieletto segretario generale della Uilm Sardegna durante il Congresso che si è tenuto in mattinata al Lazzaretto di Cagliari. Presente il segretario nazionale della Uilm Guglielmo Gambardella, la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru e le altre componenti della segreteria regionale Elena Carta e Carla Meloni. Accanto ad Alessandro Andreatta sono stati eletti Ezio Mura, Gavino Doppiu, Paolo Serra, Renato Tocco e Maurizio Tidu.
Nel corso del suo intervento il segretario regionale ha parlato dell’attuale situazione, definendolo “disordine mondiale”. Una situazione che ha forti ricadute sulla Sardegna. Parlando del contesto sardo il segretario regionale ha ricordato i dati incoraggianti del 2025 “con crescita del Pil, con il turismo che faceva da traino assieme al Terziario ed ai Servizi e con dati incoraggianti sull’occupazione (14.000 unità nel 2024-2025) e un tasso di disoccupazione all’8,3%, ma un settore industriale sempre in grande sofferenza”. Ma l’inizio del 2026 ha cambiato le cose: “Con l’aria che tira sembra difficile pensare ad una inversione di tendenza relativamente alla desertificazione del tessuto industriale isolano – ha detto Andreatta -. È vero non vi è un legame diretto tra la desertificazione industriale sarda e l’attuale situazione geopolitica e la correlata crisi energetica, ma è altrettanto vero che l’attuale situazione di caos imperante rende ulteriormente complessa la gestione di una crisi strutturale persistente”. In questo contesto “la Uilm Sardegna si sforza di costruire una organizzazione adeguata alla realtà industriale regionale di stimolare una continua collaborazione con la Confederazione, le altre Organizzazioni sindacali e le Istituzioni”.
“Siamo ben consapevoli che è difficile rappresentare le istanze de lle fasce più deboli della società, dei lavoratori e di chi il lavoro lo ha perso o è in procinto di perderlo – ha ribadito Andreatta – . Ma sappiamo anche che non siamo soli e che possiamo contare sul sostegno della nostra Confederazione e della Uilm Nazionale”. Ha poi parlato del rapporto con la segreteria regionale che si è rafforzato “garantiremo il sostegno necessario alla Segreteria regionale ed alla Organizzazione nel suo complesso e siamo altrettanto certi che la Segreteria nazionale UILM continuerà a sostenerci come ha sempre fatto negli anni, supportando le nostre battaglie in favore dei lavoratori metalmeccanici sardi”. Una comunione di intenti ribadita anche dalla segretaria regionale Fulvia Murru: “Serve nuova energia, nuova linfa, serve agire insieme per ottenere un lavoro di qualità e di dignità, bisogna contrastare il lavoro povero e il precariato, Per farlo, ha ribadito Murru, “occorre lavorare insieme. Se riusciremo a fare squadra il sindacato crescerà e sarà più forte. Senza industria non c’è lavoro stabile, e senza lavoro stabile non c’è futuro per la Sardegna. Il settore della metalmeccanica è una colonna portante che va difesa, rilanciata e rispettata”.













