Tredicimila righe in sei mesi: come riscrivere a mano la Carta de Logu

Il lavoro di copiatura a mano e miniatura di una giovane cagliaritana appassionata di scrittura medievale che ha ricopiato l’intera raccolta di leggi arborense

Riscrivere un antico codice medievale interamente a mano, oggi, nel 2015, quando computer, smartphone e stampanti hanno ormai sostituito la penna e perfino tra i giovani si prendono appunti digitali, potrebbe sembrare un’impresa assurda, oltre che fuori moda. Non la pensa così Fiorella Garofalo, appassionata di storia e di calligrafia, nonchè collaboratrice della nostra testata, che ha da poco terminato la sua fatica più recente: riscrivere interamente a mano, in gotico, i 198 capitoli (ma sarebbe più corretto definirli “ordinamentos”) della Carta de Logu di Eleonora d’Arborea. Sei mesi di lavoro, oltre 13 mila righe per 112 pagine di dimensioni maggiori di un quadernone, 198 capolettere miniate e un intero libro rilegato a mano secondo i metodi della tradizione medievale del 1300. “Un grosso lavoro” ci spiega “l’unico rammarico è di non aver potuto utilizzare fogli di vera pergamena animale. Costano troppo”. 

Da dove viene l’interesse per i codici medievali?

Sono sempre stata affascinata dalla scrittura, in ogni sua variante storica e geografica. In fin dei conti, se ci soffermiamo un attimo a pensare, senza l’invenzione della scrittura oggi l’uomo non sarebbe lo stesso. Le lettere hanno aperto la mente umana a tutta una serie di prospettive e possibilità. Presso i popoli antichi la scrittura aveva valore magico, tanto da farla ritenere dono delle divinità. Da parte loro, gli amanuensi medievali ci hanno donato una ricchissima quantità di codici splendidi, alcuni di una perfezione rara da raggiungere perfino ai nostri tempi. 

Cosa significa scrivere a mano un libro, oggi?

E’ sempre un’esperienza particolare. Oggi siamo abituati a scrivere di getto, ovunque e in qualsiasi situazione: pc, tablet, telefonini, social. Il più delle volte è sufficiente premere un tasto. Ben diverso è utilizzare un pennino ad inchiostro o la penna d’oca che permettono la realizzazione di poche lettere per volta con il rischio costante di errori e sbavature. 

Perchè proprio la Carta de Logu?

Sicuramente, essendo scritta in sardo, come omaggio alla Sardegna e alle donne. Stiamo parlando, probabilmente, di una delle espressioni più alte della storia e della cultura sarda. Inoltre, sebbene parte del testo sia da attribuire al giudice Mariano IV, padre di Eleonora, non si può non percepire un’impronta femminile nell’ideazione di alcuni ordinamenti: basti pensare alla tutela delle donne e dei bambini, alle pene previste nei casi di violenza e rapimento, oltre alla questione spinosa della dote matrimoniale. 

E se qualcuno volesse vedere il libro?

Posso consigliare di tenere d’occhio il calendario delle prossime manifestazioni che vedranno impegnata la Sala d’Arme Le Quattro Porte di Cagliari, associazione di scherma e rievocazione storica di cui ho il piacere di far parte. Il codice sarà disponibile presso i nostri banchetti didattici per la consultazione. 

E se qualcuno volesse imparare a scrivere?

Sono in preparazione alcuni corsi base di calligrafia e scrittura medievale, ai quali se ne aggiungeranno altri di tecnica della miniatura. I corsi, per chi fosse interessato, si terranno nel prossimo autunno. Si possono prenotare alla mail [email protected]

 Foto di Fabrizio Secci