Torna lo spettro lockdown anche in Sardegna, smart working e targhe alterne contro il carburante che scarseggia. Il governo studia misure d’emergenza per affrontare una possibile crisi energetica legata all’instabilità internazionale e al rischio di blocco dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il transito di petrolio e gas.
La premier Giorgia Meloni segue con crescente preoccupazione l’evolversi dello scenario e guarda con ansia alle prossime settimane. Aprile viene considerato un mese decisivo per capire la tenuta delle scorte energetiche e la capacità del sistema di reggere a eventuali nuove tensioni sul fronte delle forniture.
Oggi il comitato tecnico sul gas, riunito al ministero dell’Ambiente, farà il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive immediate. Successivamente il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà confrontarsi con Palazzo Chigi sulle possibili misure da adottare. Tra le ipotesi allo studio figurano il razionamento dei consumi, il ricorso massiccio allo smart working nella pubblica amministrazione e la circolazione a targhe alterne per limitare l’uso dei carburanti.
Il timore principale riguarda la durata delle riserve di gas e petrolio, mentre il governo osserva con forte apprensione anche l’arrivo della stagione estiva, quando l’aumento dell’uso dei condizionatori potrebbe aggravare ulteriormente la domanda energetica.
A rendere ancora più teso il quadro contribuiscono le limitazioni ai voli negli aeroporti di Brindisi, Pescara e Reggio Calabria, considerate dall’esecutivo un segnale concreto della fragilità del momento.
Giovedì Meloni riferirà in Parlamento e potrebbe lanciare un appello alla responsabilità delle opposizioni davanti a una crisi che il governo considera prioritaria. Sul tema resta però aperta la distanza con Matteo Salvini. Il leader della Lega continua infatti a sostenere la necessità di valutare una riapertura alle forniture di petrolio e gas dalla Russia, posizione che trova la contrarietà di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
La premier Giorgia Meloni segue con crescente preoccupazione l’evolversi dello scenario e guarda con ansia alle prossime settimane. Aprile viene considerato un mese decisivo per capire la tenuta delle scorte energetiche e la capacità del sistema di reggere a eventuali nuove tensioni sul fronte delle forniture.
Oggi il comitato tecnico sul gas, riunito al ministero dell’Ambiente, farà il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive immediate. Successivamente il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà confrontarsi con Palazzo Chigi sulle possibili misure da adottare. Tra le ipotesi allo studio figurano il razionamento dei consumi, il ricorso massiccio allo smart working nella pubblica amministrazione e la circolazione a targhe alterne per limitare l’uso dei carburanti.
Il timore principale riguarda la durata delle riserve di gas e petrolio, mentre il governo osserva con forte apprensione anche l’arrivo della stagione estiva, quando l’aumento dell’uso dei condizionatori potrebbe aggravare ulteriormente la domanda energetica.
A rendere ancora più teso il quadro contribuiscono le limitazioni ai voli negli aeroporti di Brindisi, Pescara e Reggio Calabria, considerate dall’esecutivo un segnale concreto della fragilità del momento.
Giovedì Meloni riferirà in Parlamento e potrebbe lanciare un appello alla responsabilità delle opposizioni davanti a una crisi che il governo considera prioritaria. Sul tema resta però aperta la distanza con Matteo Salvini. Il leader della Lega continua infatti a sostenere la necessità di valutare una riapertura alle forniture di petrolio e gas dalla Russia, posizione che trova la contrarietà di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Intanto, il prezzo del carburante in Sardegna ha sfondato ogni record, con il diesel arrivato ormai oltre i 2,20 euro al litro in diversi distributori.









