“Three accordions”: a Nuoro un inedito trio di strumenti a mantice

Con Gil Goldstein e Antonello Salis alle fisarmoniche e Totore Chessa all’organetto

È certamente uno dei concerti più originali nel cartellone della rassegna che accompagna il ventisettesimo Seminario Jazz in corso fino a domenica a NuoroDomani sera (giovedì 27), al centro dei riflettori dell’Auditorium dell’ISRE, c’è infatti un inedito e insolito trio di strumenti a mantice: a comporne i ranghi, un protagonista della musica tradizionale sarda, Totore Chessa, virtuoso dell’organetto diatonico, e due jazzisti del calibro diAntonello Salis e dell’americano Gil Goldstein alle fisarmoniche. 

In “Three accordions”, questo il titolo del concerto in programma a partire dalle 21 (biglietto intero a 15 euro, ridotto a 10), ognuno dei tre musicisti avrà modo di dare fondo alle sue idee e alla propria cifra stilistica attraverso i momenti solistici previsti dalla scaletta del concerto; ma la maggiore attesa è per le parti in cui saranno invece chiamati a dialogare a tre voci. E se le radici sarde che accomunano Antonello Salis e Totore Chessa paiono un ulteriore elemento utile per superare le distanze che separano improvvisazione jazzistica e tradizione isolana, altrettanto non può dirsi nel caso di Gil Goldstein. Consapevole di questo possibile limite, il musicista americano, impegnato in questi giorni con la sua masterclass al Seminario jazz di Nuoro, ha allora voluto calarsi meglio nel contesto culturale della terra che lo ospita sia seguendo diversi momenti delle lezioni che Totore Chessa sta tenendo negli stessi corsi, sia assistendo, lo scorso weekend, alla tradizionale Sagra del Redentore.

Nato a Baltimora nel 1950, compositore, arrangiatore, pianista e didatta, Gil Goldstein è anche un fine solista di fisarmonica, lo strumento su cui ha mosso i primi passi nella musica da bambino, a soli cinque anni. Il momento cardine della sua carriera arriva nel 1982, quando il grande compositore e direttore d’orchestra Gil Evans gli chiede di collaborare con lui. Da quell’esperienza Goldstein ha assorbito una filosofia di vita e un approccio alla creazione artistica che lo avrebbero accompagnato nel prosieguo della carriera: un cammino artistico segnato, tra le alte, dalle collaborazioni con Bobby McFerrin, Milton Nascimento, Randy Brecker, Manhattan Transfer, Al Jarreau, Esperanza Spalding e, al di fuori della scena jazz, James Taylor, Sting, Paul Simon. Degno di nota è anche il suo apporto alla ricostruzione dello storico lavoro orchestrale di Miles Davis e Gil Evans. Ha vinto 5 Grammy Awards, l’ultimo nel 2013 per l’arrangiamento del CD di Bobby McFerrin ed Esperanza Spalding “Swing Low”. Autore di vari testi, fra cui la raccolta di interviste “The Jazz Composer’s Companion”, con prefazione di Bill Evans, insegna alla New York University.

Classe 1950, sardo di Villamar, Antonello Salis ha iniziato suonando beat e rock, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, in vari gruppi della scena isolana prima di dare vita, nel 1973, al trio Cadmo col bassista Riccardo Lay e il batterista Mario Paliano. Con il trasferimento a Roma, nel 1975, il bagaglio di esperienze si arricchisce attraverso le collaborazioni con musicisti come Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Tommaso Vittorini, Roberto Gatto, Lester Bowie, Sandro Satta, Tommaso Vittorini, Marcello Melis. Si precisa così il profilo di un musicista che sa esprimersi compiutamente sia al pianoforte che alla fisarmonica, lo strumento sul quale aveva imparato da bambino i primi rudimenti musicali e che riscopre alla fine degli anni Settanta, trovando la sua dimensione ideale nel solo e in formazioni ristrette: per esempio, nel trio P.A.F. con Paolo Fresu e Furio Di Castri, in duo con il chitarrista Gérard Pansanel, con Sandro Satta, con Fabrizio Bosso. Musicista eclettico, nel suo curriculum Antonello Salisconta tante esperienze con i nomi di punta del jazz italiano e internazionale, ma anche collaborazioni in altri ambiti musicali, in concerto o in studio di registrazione con Pino Daniele, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, Denovo, Paola Turci, fra gli altri. 

Nato a Irgoli, nella Sardegna centro orientale, nel 1959, Totore Chessa ha iniziato a suonare l’organetto a quindici anni, dapprima accompagnando i balli del suo paese, poi estendendo il suo repertorio di danze a tutta la Sardegna. Strumentista di raro virtuosismo, vanta un’ intensa attività concertistica e didattica in tutta Italia e all’estero, ma non ha abbandonato l’attività di suonatore di paese, mantenendo così un rapporto vivo con la tradizione.


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