Sicurezza a Cagliari, l’allarme degli universitari scuote il Comune: “Non ci sentiamo più al sicuro”
Non è più solo una percezione diffusa tra i cittadini: ora a lanciare l’allarme sicurezza a Cagliari sono anche gli studenti universitari. Un segnale grave, emerso chiaramente durante l’ultima riunione della Commissione Politiche per l’Istruzione del Comune, che non può essere ignorato né archiviato come l’ennesima segnalazione senza seguito.
Gli universitari – soprattutto i fuori sede – rappresentano una risorsa fondamentale per la città: portano economia, competenze, vitalità e futuro. Ma nessuno sceglie di vivere, studiare o restare in una città in cui non si sente sicuro. Eppure, nonostante il problema sia stato riconosciuto ormai in almeno tre incontri ufficiali, alle parole continuano a non seguire i fatti.
“Nessuna risposta concreta, nessun intervento strutturato, nessuna assunzione di responsabilità chiara”, denunciano Roberto Mura (Alleanza Sardegna) e Roberta Sulis (Forza Italia). Una paralisi che rende ancora più incomprensibile il voto contrario espresso dalla maggioranza, a inizio consiliatura, alla mozione “Cagliari città universitaria”, che puntava proprio su coordinamento tra enti, sicurezza, servizi e vivibilità urbana.
“Continuare a convocare tavoli per ripetere problemi già noti serve solo a dire che si è ascoltato. Ma gli studenti non chiedono rituali, chiedono azioni”, è l’accusa. La città, aggiungono, non ha bisogno di incontri infiniti ma di decisioni immediate e misurabili.











