L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, è stata distrutta la barriera mobile (la sbarra) tra Rio Sassu e Rio Durci.
“Gli atti vandalici non rappresentano i sestesi, che sanno riconoscere gli sforzi, l’impegno e l’importanza dei bene comune. Rappresentano solo quella ristretta cerchia di persone vili che non meriterebbero di vivere il nostro comune” ha espresso pubblicamente il primo cittadino.
Il Comune di Sestu ha investito circa 80.000 euro per installare un moderno sistema di allerta nei punti più critici del territorio in caso di forti piogge e rischio allagamenti, si tratta di pannelli semaforici, sensori che rilevano il livello dell’acqua e barriere mobili che consentono di segnalare tempestivamente le situazioni di pericolo e, quando necessario, di impedire il passaggio nei guadi e nei sottopassi a rischio.
“Ebbene, questo sistema è stato ripetutamente vandalizzato.
Nel tempo sono stati abbattuti pannelli semaforici, troncati sensori di rilevazione, distrutte strutture di sostegno e perfino presi a fucilate. I tecnici che gestiscono questi impianti in decine di comuni della Città metropolitana hanno riferito che non avevano mai visto, in nessun altro luogo, un livello di danneggiamento paragonabile a quello registrato a Sestu.
Questo significa spendere continuamente denaro pubblico per riparare ciò che è stato distrutto. Significa sottrarre risorse alla riparazione delle strade e alla manutenzione delle scuole. Significa rallentare l’estensione del sistema ad altri punti del territorio che avrebbero bisogno delle stesse misure di sicurezza”.
Il Comune sta valutando anche sistemi di videosorveglianza, “ma non si tratta semplicemente di installare qualche telecamera: in campagna servono infrastrutture tecnologiche complesse e investimenti di decine di migliaia di euro”.
Una riflessione: “Possiamo progettare opere, investire risorse e utilizzare le migliori tecnologie disponibili. Ma non potremo mai vincere se qualcuno continua a considerare i beni pubblici come bersagli da distruggere anziché come strumenti al servizio della comunità”.












