Scontri Cagliari-Napoli, il prefetto: “Cori vergognosi ma i tifosi campani erano liberi di venire in città”

Due tifoserie “nemiche” da decenni, eppure l’Osservatorio sulle competizioni sportive non ha vietato la trasferta agli ultras napoletani. Il prefetto di Cagliari: “Solo l’indicazione di avere una grande attenzione. Non ci sono stati incidenti, le Forze dell’ordine hanno fatto bene a mantenere i nervi saldi, l’utilizzo della forza è l’estrema ratio”. Il sindaco Truzzu, però, si è lamentato: “Non mi pare ci siano stati problemi di ordine pubblico, sennò oggi dovremmo parlare di devastazioni e guerriglie”

Non c’è stato nessun divieto, da parte dell’Osservatorio sulle competizioni sportive, per i tifosi del Napoli: hanno potuto fare i biglietti degli aerei e delle navi, arrivare a Cagliari, rifiutarsi di salire sui pullman e inscenare un corteo al ritmo di insulti nel centro del capoluogo sardo, entrare allo stadio, seguire la partita e, poi, tornarsene a casa. È questo, a poche ore dal pomeriggio e dalla serata di caos vissuti in città (con la polizia che ha arrestato un cagliaritano 32enne e denunciato altri tre tifosi rossoblù) uno dei particolari che ben fanno capire come mai, ieri, si sia assistito a certe scene: i 280 napoletani che marciano e ricoprono di insulti Cagliari, per esempio. Il prefetto Gianfranco Tomao è netto: “Sono stati accompagnati dalle Forze dell’ordine sino allo stadio, hanno scandito slogan e cori che reputo vergognosi, come quelli di tutte le tifoserie che, anzichè incitare la propria squadra, fanno provocazioni. Non ci sono stati incidenti o danneggiamenti o scritte sui muri, i cori sono frutto dell’acerrima rivalità tra le due tifoserie”. Ma i cagliaritani “semplici” e, addirittura, il sindaco Paolo Truzzu, hanno contestato la gestione dell’ordine pubblico: “Mi sono sentito col sindaco più volte, eravamo in stretto contatto, anche col questore. Ci sono alcune cose non piacevoli e fastidiose, però non mi sembra che ci siano stati problemi o situazioni critiche”. Non c’era un’altra strategia da utilizzare, da parte degli agenti, quando gli ultras napoletani si sono rifiutati di salire sui bus? “Sono persone in possesso del biglietto, che hanno viaggiato come tutti gli altri cittadini, non è che si può fare un’azione di forza per farli salire obbligatoriamente sui pullman, il questore ha detto bene. Sarebbe stata”, osserva Tomao, “una soluzione non solo poco utile ma anche controproducente”, che se fosse stata adottata avrebbe portato “a situazioni di grandi turbative per l’ordine pubblico. Abbiamo seguito le indicazioni dell’Osservatorio sulle competizioni sportive, regolandoci: non abbiamo avuto indicazioni diverse se non, quella, di una grande attenzione per quanto riguarda la trasferta dei tifosi campani”.
Loro sono già tornati a casa, mentre la polizia ha denunciato 3 cagliaritani e stretto le manette ai polsi di un altro tifoso sardo 32enne, al termine degli scontri fuori dalla Unipol Domus: “Le Forze dell’ordine”, ricorda il prefetto di Cagliari, riferendosi all’intera gestione della sicurezza, dall’arrivo dei sostenitori del Napoli sino agli interventi dopo il triplice fischio finale attorno allo stadio, “fanno un lavoro pesante e complesso, devono mantenere i nervi saldi anche quando si potrebbe pensare di affrontare situazioni con l’uso della forza, che è sempre l’estrema ratio. Bene ha fatto il questore ad evitare che ci fossero ripercussioni più gravi, con il tentativo di fare salire i tifosi sui bus, sennò oggi dovremmo parlare di devastazioni o guerriglie urbane, tutte situazioni che non ci sono state”.


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