“Ricoverato dopo una caduta a Monserrato, papà morto col Covid e un’insufficienza renale: vogliamo chiarezza”

Mario Melis, 82 anni, entra al Policlinico il 18 aprile per una rottura al femore. Qualche ora fa la morte. I figli Antonio e Giancarlo: “I medici dicono che è per insufficienza renale, nostro padre negli ultimi giorni era peggiorato ma ci era stato assicurato che aveva solo il virus, nient’altro”. Dal Policlinico fanno sapere che “prenderemo in carico la segnalazione e svolgeremo le opportune verifiche”

È arrivato al Policlinico di Monserrato per una rottura al femore, causata da una caduta, è uscito dentro una bara dopo diciassette giorni. Mario Melis, 82enne di Capoterra, un passato da montatore in raffineria, anche alla Saras, è morto qualche ora fa. I figli Antonio e Giancarlo hanno già scritto una email al Tribunale del malato di Cagliari e all’Ufficio relazioni con il pubblico dell’ospedale monserratino. Il motivo? “Vogliamo chiarezza”, spiega l’uomo. Che ha scritto, per filo e per segno, ciò che sarebbe successo dall’entrata in ospedale del padre sino al decesso: “Al suo arrivo è stato lasciato in attesa per 12 ore dentro un’ambulanza, cambiandola per ben 3 volte. Entrato in pronto soccorso, è stato visitato e lasciato in attesa per 5 giorni in una barella perché in reparto non c’erano posto letto e perché c’erano pazienti positivi al Covid. La diagnosi è stata la rottura del femore destro. Vogliamo precisare che nostro padre era asmatico, diabetico e affetto da broncopneumopatia polmonare cronico ostruttiva”. Aveva varie patologie, insomma, Mario Melis. I giorni passano: il 25 aprile “è stato portato in reparto e operato, garantendoci che tutto era a norma e sanificato a causa del Covid. Il giorno dopo siamo venuti a sapere che papà è risultato positivo. Non ho più avuto sue notizie per 3 giorni”, prosegue Antonio Melis.
Preoccupati, avrebbero “chiamato insistentemente dottori e infermieri senza nessuna risposta. Il due maggio siamo riusciti a parlare con un’infermiera e solo con la minaccia di chiamare i carabinieri siamo riusciti a parlare con un medico che ci ha detto che nostro padre stava bene e ci ha messo in contatto con lui”. I figli sono felici, ma la gioia passa presto: “Al telefono aveva il respiro affannato, ci ha detto che non sapeva se sarebbe tornato a casa perché stava molto male. Nonostante non si potesse andare all’ospedale. il 3 maggio siamo andati per avere informazioni e capire il motivo per cui i dottori ci hanno detto che stava bene”, visto che lui “affermava il contrario. Il medico ci ha detto che papà stava bene e che addirittura voleva alzarsi dal letto. Di pomeriggio, al telefono, ci ha detto nuovamente che non stava bene, non riusciva a respirare bene e che addirittura non gli avevano messo neanche l’ossigeno. La sera non ha più risposto al telefono e stamattina ci hanno chiamato dall’ospedale, comunicando il suo decesso per un’insufficienza renale”. I figli non ci stanno e vogliono vederci chiaro: “Metteremo un avvocato”. Dall’ospedale, al momento, fanno sapere che “prenderemo in carico la segnalazione fatta dal parente del paziente e svolgeremo tutte le opportune indagini e verifiche”. La famiglia di Mario Melis resta in attesa.


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