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Quartu Sant’Elena, “Un affetto in più” per promuovere l’affido familiare tra la cittadinanza

Sono oltre 450 le famiglie con minori seguite dall’Assessorato comunale ai Servizi sociali e con questa volontà a Quartu è prossimo all’avvio un altro progetto di Coesione Sociale: "Un affetto in più" mira a promuovere l’affido familiare, sensibilizzando la cittadinanza a guardare con più attenzione a questa misura.

di Valeria Putzolu
25 Marzo 2025
in hinterland

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Quartu Sant’Elena, “Un affetto in più” per promuovere l’affido familiare tra la cittadinanza

Quartu Sant’Elena, “Un affetto in più” per promuovere l’affido familiare tra la cittadinanza: dare protezione e sostegno ai minori che si trovano in situazioni di difficoltà, temporanea o permanente, tale da impedire loro di crescere adeguatamente all’interno della propria famiglia di origine. Sono oltre 450 le famiglie con minori seguite dall’Assessorato comunale ai Servizi sociali e con questa volontà a Quartu è prossimo all’avvio un altro progetto di Coesione Sociale: “Un affetto in più” mira a promuovere l’affido familiare, sensibilizzando la cittadinanza a guardare con più attenzione a questa misura.
Il contributo delle associazioni a sostegno del sistema sociale quartese è necessario per supportare l’Amministrazione, che investe ogni anno, ormai da più esercizi, ingenti risorse per il finanziamento dei progetti di Coesione sociale. In questo modo negli anni sono stati coinvolti tantissimi cittadini, con attività di vario tipo – assistenziali, culturali, anche ludiche -, portando in ogni caso un contributo per sviluppare la connessione tra gli stessi, e non lasciare nessuno indietro.
Tra i tanti progetti studiati per il 2025 c’è anche un’iniziativa dedicata alla promozione e alla sensibilizzazione della cittadinanza all’affido familiare. ‘Un affetto in più’, proposto da Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, verrà realizzato – così come gli altri programmi – con la supervisione e il coordinamento dell’Assessorato comunale ai Servizi Sociali. A Quartu infatti sono circa 450 le famiglie con minori seguite dall’Amministrazione, ma sono solo 7 gli adolescenti che hanno trovato una famiglia affidataria. Mentre sono oltre 60 i bimbi ospitati all’interno di strutture protette.
L’affido familiare è una misura di protezione e sostegno per i minori (0-17 anni) che si trovano in situazioni di difficoltà o a rischio. La misura si pone l’obiettivo di garantire il benessere del minore, fornendo un ambiente stabile, sicuro e amorevole, all’interno di una famiglia affidataria che si prenda cura di lui o lei. Nel caso di Quartu l’obiettivo è quindi offrire alla cittadinanza un’opportunità per conoscere l’istituto e sottolineare l’importanza di offrire un futuro sereno ai bambini attraverso questa forma di affido.
“‘Un affetto in più’ è complementare a tutta una serie di azioni che l’Amministrazione quartese ha fatto durante questi anni di mandato – spiega l’Assessore comunale ai Servizi sociali e alle Politiche generazionali Marco Camboni -. Dal primo giorno in cui ci siamo insediati abbiamo lavorato per ridare alla città dei presidi educativi importanti: abbiamo quindi attivato il Servizio Educativo Territoriale e a seguire il Centro per la Famiglia. Questo progetto si inserisce a corollario delle altre esperienze educative, che stanno ora dando dei frutti importanti. Il progetto prevede non solo un’azione di sensibilizzazione capillare, ma anche un percorso ben preciso per accompagnare le famiglie all’istituto dell’affido e dell’adozione. Si tratta infatti di una scelta pregevole e importante, che necessita ovviamente di presupposti ben delineati” sottolinea l’esponente della Giunta Milia.
Il progetto quartese si articolerà in una serie di incontri, dapprima informativi e poi formativi, che intendono favorire lo sviluppo di una rete di famiglie accoglienti gravitanti nel territorio di Quartu Sant’Elena e in quelli confinanti, proprio per garantire ai minori il diritto di crescere in un ambiente familiare stabile e protettivo.
La presentazione del progetto ha permesso anche di coinvolgere altre associazioni che operano nel territorio, ragionando con loro sulle azioni da mettere in campo per superare le complessità nel raggiungere le famiglie, che non rappresentano soltanto l’utenza, ma possono essere anche risorse. Un maggiore coinvolgimento della rete sociale è infatti importantissimo per riuscire a dare una famiglia a ogni minore in stato, anche temporaneo, di disagio, o quantomeno garantire loro ciò che esprime lo stesso titolo del progetto: un affetto in più. Un contributo che può essere anche part time, limitandosi a garantirgli alcune esigenze basiche, come essere affiancato per i compiti a casa assegnatigli a scuola o essere accompagnato a fare sport.
“Per avere un bambino in affido non occorrono particolari caratteristiche a parte quella di essere capaci di accoglierlo in modo idoneo. Può farlo una coppia, una famiglia, ma anche i single, come certificato dalla Corte Costituzionale: la cosa importante è che sia ritenuto idoneo, da un Tribunale minorile o da un Servizio sociale, ad accompagnare, curare ed accogliere in modo amorevole un minore” spiega Alessandro Cuboni, Responsabile regionale di ‘Amici dei Bambini’. “Lavoriamo sull’accompagnamento delle famiglie e poi sulla formazione – prosegue -. Si tratta infatti di un istituto attualmente sottovalutato, visti i numeri a livello regionale. Manca una cultura dell’affido sia a livello sociale che a livello di servizi. Grazie a questo interesse e a questa disponibilità del Comune di Quartu ora possiamo lavorare insieme per dare gambe alla Legge 184/83 e conseguentemente tutelare in modo adeguato i nostri minori”.

Tags: quartu
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