Pensionato diventa cieco dopo l’intervento: assolto l’oculista

La vicenda risale al 2009, quando A.C, di Muravera, si rivolge alla clinica dove viene operato dal medico Maurizio Fossarello. Dopo l’intervento, il calvario.

Si conclude con l’assoluzione davanti al Gup Giorgio Alfieri il processo con rito abbreviato per il direttore della clinica oculistica del San Giovanni di Dio di Cagliari, il sessantenne Maurizio Fossarello. Secondo gli inquirenti, l’oculista effettuò un intervento su un paziente ottantenne che provocò l’indebolimento permanente della vista all’occhio sinistro, fino a renderlo cieco.

Il noto medico, assistito dall’avvocato Pierluigi Concas, si era sempre difeso sostenendo di aver rispettato tutti i protocolli medici e di avere agito rispettando tutte le norme. E’ caduta l’accusa di falso, relativa alle dichiarazioni di Fossarello sul tipo di iniezione praticata all’uomo – parte civile nel processo con l’avvocato Anna Maria Busia – mentre per il reato di lesioni gravissime c’è stata una pronuncia di non dover procedere per remissione di querela. Il pensionato ha infatti già proceduto, tramite il suo legale, alla citazione del professor Fossarello davanti al giudice civile.

Ma ecco come si è svolta la vicenda tra il 2009 e l’aprile del 2010. Quello effettuato sul paziente era stato un intervento di cataratta: l’anziano accusava dolori lancinanti, poi il responso inquietante dei periti del gip e le accuse conseguenti, perché la lesione riscontrata era compatibile con un trapianto di cornea non riuscito. Per questo le accuse erano di lesioni personali gravissime e falso ideologico su atti pubblici per avere falsificato la cartella clinica che avrebbe documentato l’intervento. 

Il pensionato A.C., originario di Muravera, nel Cagliaritano, soffriva di un calo di vista all’occhio sinistro e si era rivolto alla clinica diretta da Fossarello. Dopo i dovuti accertamenti, all’anziano era stato diagnosticato un “edema maculare cistoide”, sul quale si era intervenuti nel marzo del 2009 con un intervento in day hospital.

Dopo fu però rilevata una macchia all’occhio destro, la conseguenza di un’ustione che risaliva a quando era piccolo: il professionista propose quindi di intervenire anche su quell’occhio, ma il paziente preferì non rischiare. Sei mesi dopo il pensionato si fece controllare ancora l’occhio destro, Fossarello allora avrebbe diagnosticato uun altro pesante problema, prescrivendo un trattamento da eseguire in day hospital, con la possibilità di eliminare anche la cataratta dall’occhio sinistro.

Successivamente, il paziente cominciò ad accusare un dolore violentissimo, anche dopo le dimissioni dalla clinica. Poi la corsa al pronto soccorso e la graduale perdita della vista. A quel punto, la famiglia del pensionato chiese la cartella clinica al reparto del San Giovanni senza riuscire a ottenerla. Furono i carabinieri a sequestrarla su disposizione del pm. L’inchiesta andò avanti fino all’incidente probatorio in cui si stabilì che la lesione era compatibile con un trapianto di cornea il cui esito era stato stato negativo. Quindi l’oculista sarebbe andato al di là dell’intervento pianificato. Ma oggi è arrivata l’assoluzione: per il Gup, infatti, non c’è stata colpa nel comportamento dell’oculista.