“Sono innamorata di Cagliari, dove vengo almeno una volta a settimana…».
Inizia così la conversazione con Pamela Scaglione piemontese di Ivrea, oggi residente nel Sud Sardegna. Una frase semplice, detta con naturalezza, che però racchiude un sentimento profondo: quello di chi sente di aver finalmente trovato il proprio posto nel mondo.
Colpisce subito la sua disponibilità e il desiderio sincero di raccontarsi. Un entusiasmo che tradisce la felicità di una scelta non facile, ma profondamente sentita.
«Assolutamente sì. La Sardegna mi ha fatto tanti regali», racconta. «Il trasferimento non è stato semplice, perché è avvenuto nel pieno del Covid, nel 2020. Ma alla fine sono stata premiata. Oggi sono felice».
Pamela arriva in Sardegna ufficialmente a cavallo tra il 2020 e il 2021, lasciando il Piemonte in uno dei momenti più complessi della pandemia. Ma la sua non è una terra sconosciuta. Al contrario, la Sardegna fa parte della sua storia personale fin dalla nascita.
«Il mio legame con quest’isola parte da lontano. Mia mamma è sarda, nata e cresciuta qui fino ai 15 anni. I miei nonni vivevano a Carbonia: mio nonno lavorava nelle miniere di carbone e, alla fine dell’attività mineraria, si trasferì in Piemonte per lavorare alla Fiat. Mia nonna invece rimase in Sardegna».
Pamela torna sull’isola per la prima volta quando ha appena sei mesi. Da quel momento, ogni estate, appena finiva la scuola, la mamma la metteva su un aereo: destinazione Sardegna, dai nonni, fino a settembre.
«Per me la Sardegna è sempre stata sinonimo di libertà», spiega. «Vivevo in un paese del Piemonte, dove comunque da bambini bisognava stare attenti a tutto. Qui invece nonna apriva il cancello e noi bambini giocavamo scalzi, per strada, in campagna. Era un altro mondo».
I nonni abitavano a Flumentepido, frazione di Carbonia, sotto il colle di Montessirai. All’epoca era pura campagna.
«Si giocava nelle cunette in mezzo alla strada. Era bellissimo».
Un’immagine che Pamela si è portata dentro per tutta la vita, anche da adulta. Anche quando, crescendo, gli impegni e la vita l’hanno allontanata per qualche periodo dall’isola, il richiamo della Sardegna non si è mai spento.
«C’erano anni in cui non riuscivo a venire, ma poi sentivo la mancanza. Anche solo per un weekend, quattro o cinque giorni, dovevo tornare».
La svolta arriva nel 2020. Pamela lavora in un’azienda a Ivrea, ma con l’emergenza Covid scatta lo smart working.
«A giugno ci dissero che potevamo lavorare da dove volevamo. Con una collega sarda abbiamo deciso di unire ferie e smart working e venire in Sardegna per un mese».
Quel mese diventa molto di più. La collega torna in Piemonte, Pamela resta. Si sposta tra l’Iglesiente, Sant’Antioco, Porto Scuso, appoggiandosi anche alla casa dei nonni a Flumentepido.
«Non avevo una meta fissa. Sentivo solo che volevo stare qui».
Nel frattempo, il clima umano in Piemonte diventa sempre più pesante.
«Le restrizioni erano durissime. Avevamo addirittura le ronde dei carabinieri sotto casa. Qui, pur rispettando le regole, si respirava un’aria diversa. La natura, il mare, gli spazi aperti facevano la differenza».
Nel 2021 Pamela decide che è il momento di fare sul serio. Pianifica il trasferimento definitivo, ma una nuova chiusura improvvisa stravolge tutto.
«Ho fatto un trasloco praticamente a distanza, in smart working, con gli amici che mi aiutavano da Ivrea. O adesso o mai più, mi sono detta».
Nel Sud Sardegna trova anche una casa che rappresenta un sogno: una veranda vista mare a Porto Scuso.
«In quel periodo di chiusure totali, avere il mare davanti era un privilegio enorme. Mi ha restituito la sensazione di libertà».
Ma la Sardegna non le regala solo benessere personale. Pamela riesce anche a reinventarsi professionalmente. Chiede e ottiene il trasferimento a Cagliari, dove la sua azienda ha una sede. Lavora lì per un paio d’anni, poi nel luglio scorso prende una decisione importante: si licenzia e avvia una propria attività autonoma. Ora ha un suo centro olistico a Gonnesa.
«Questa terra mi ha dato anche la libertà economica, la possibilità di realizzarmi davvero».
E anche vivendo a Gonnesa, sempre nel Sud Sardegna, Cagliari resta un punto fermo.
«La adoro. Vengo almeno una volta a settimana. È una città meravigliosa: il mare, la natura, il Poetto, la Sella del Diavolo… è respiro».
Pamela continua a viaggiare e a scoprire l’isola, non solo le coste ma anche l’entroterra, le tradizioni, le feste popolari.
«In inverno mi piace andare a vedere i fuochi di Sant’Antonio, respirare la cultura più autentica. La Sardegna non è solo estate».
E quando le si chiede cosa rappresenti oggi questa terra per lei, la risposta arriva spontanea:
«Mi ha accolta. Mi sento accolta da questa terra, dalla sua energia».












