Fu lei a chiedere la revisione del processo a Beniamino Zuncheddu, poi scarcerato dopo oltre 30 anni di carcere per omicidio: tocca alla procuratrice generale Francesca Nanni valutare se il caso Garlasco debba essere riaperto anche nelle aule del tribunale. Sul suo tavolo è atteso il dossier della procura di Pavia che punta a rimettere in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi, 41 anni, detenuto per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nel 2007.
L’istruttoria, costruita in oltre un anno di nuove indagini, propone una lettura alternativa dei fatti e indica un diverso possibile responsabile: Andrea Sempio, molto amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara. Sarà l’ufficio guidato da Nanni, con il supporto dell’avvocato generale Lucilla Tontodonati, a stabilire se gli elementi raccolti abbiano la forza per scardinare una sentenza passata in giudicato.
Il precedente pesa: Nanni è la magistrata che ha promosso la revisione del processo Zuncheddu, concluso con un’assoluzione dopo 32 anni di carcere. Ma proprio da quell’esperienza arriva anche la linea di cautela: per ribaltare una condanna definitiva servono prove nuove, solide e decisive.
Il fascicolo in arrivo a Milano è imponente. Dentro ci sono nuove analisi genetiche, consulenze medico-legali sulla dinamica e sull’orario della morte, accertamenti informatici e studi sulle tracce ematiche, oltre a una corposa informativa dei carabinieri e alle analisi del Ris di Cagliari. Un materiale che richiederà mesi di esame e che potrebbe portare a ulteriori verifiche.
Nessuna decisione a breve: serviranno mesi per arrivare a una conclusione.












