Ortopedia, a Cagliari mancano 44 posti letto: «Al Brotzu pazienti nei corridoi»
CIMO-FESMED denuncia lo squilibrio della rete ospedaliera: «La Regione attivi i posti già previsti». Il deficit maggiore è nell’ASL 8, con 35 posti mancanti. Nel mirino anche la chiusura del Marino
A Cagliari ci sono 44 posti letto di Ortopedia che sulla carta dovrebbero esserci, ma che oggi non sono disponibili. È la denuncia di CIMO-FESMED, che punta i riflettori sul divario tra la dotazione prevista dalla rete ospedaliera regionale e quella realmente attiva nell’area vasta cagliaritana. Il risultato, secondo il sindacato, è una pressione sempre maggiore sul Brotzu, dove in questi giorni alcuni pazienti vengono assistiti anche nei corridoi, nelle medicherie e in altri spazi non destinati ordinariamente alla degenza.
La rete ospedaliera regionale prevede complessivamente 132 posti letto di Ortopedia nell’area vasta di Cagliari: 40 all’ARNAS Brotzu, 33 all’AOU di Cagliari e 59 nell’ASL 8. Quelli effettivamente operativi sono però soltanto 88: 40 al Brotzu, 24 al Policlinico e 24 al Santissima Trinità. All’appello mancano dunque 44 posti, esattamente un terzo della dotazione programmata.
«Il problema non nasce oggi e soprattutto non è un problema del solo Brotzu – spiega Emanuele Cabras, segretario aziendale CIMO-FESMED ARNAS Brotzu –. È il risultato di uno squilibrio della rete ospedaliera dell’area vasta che denunciamo da tempo». Per il sindacato, dunque, non sarebbe necessario stabilire nuovi fabbisogni: «La programmazione regionale stabilisce quanti posti letto di Ortopedia devono esserci. Occorre rendere effettivamente disponibili i posti già programmati».
Il deficit è particolarmente pesante nell’ASL 8, dove mancano 35 dei 59 posti previsti, mentre nell’AOU di Cagliari ne risultano 9 in meno. Una situazione che, secondo CIMO-FESMED, finisce inevitabilmente per scaricare una parte della domanda sul Brotzu, ospedale hub che ha già tutti i 40 posti letto previsti dalla rete.
«Il Brotzu ha attivi tutti i 40 posti letto previsti e, nonostante questo, arriva alla saturazione e si trova costretto ad assistere pazienti anche al di fuori degli spazi ordinariamente destinati alla degenza – sottolinea Cabras –. È evidente che non possiamo chiedere all’ospedale hub di compensare indefinitamente ciò che manca nel resto della rete».
La situazione dell’ASL 8 viene collegata dal sindacato anche alla chiusura dell’Ospedale Marino, per anni uno dei principali punti di riferimento ortopedici e traumatologici della città. Con la chiusura, sostiene CIMO-FESMED, non è venuta meno soltanto una quota significativa di posti letto, ma anche un presidio dotato di Pronto Soccorso che contribuiva ad assorbire la domanda traumatologica del territorio.
«Chiudere posti letto non significa eliminare i pazienti – prosegue Cabras –. Quei pazienti continuano ad avere bisogno di essere ricoverati e curati e, se la rete territoriale non dispone della capacità prevista, inevitabilmente finiscono per gravare sugli ospedali che continuano a garantire l’emergenza. Oggi vediamo il risultato: il Brotzu è pieno e i corridoi diventano l’ultima risposta alla mancanza di posti letto».
Il sovraffollamento, secondo quanto segnalato anche dai medici del reparto, avrebbe ripercussioni sulla gestione delle emergenze, sulla sorveglianza e movimentazione dei pazienti, oltre che sulla privacy, sulla dignità delle persone ricoverate e, più in generale, sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza.
Da qui la richiesta alla Regione e alle aziende sanitarie di un intervento concreto, con tempi certi, per attivare i 44 posti letto mancanti, partendo dai 35 dell’ASL 8. CIMO-FESMED chiede anche che vengano individuate le strutture in cui riaprire questa capacità assistenziale e che sia garantito il personale necessario.
«Non possiamo rassegnarci all’idea che il sovraffollamento sia la normalità – conclude Cabras –. I medici e tutto il personale del Brotzu continueranno a garantire l’assistenza a chiunque ne abbia bisogno, ma i corridoi dell’Ortopedia del Brotzu non possono diventare i 44 posti letto mancanti dell’area vasta».
Per CIMO-FESMED, quindi, la questione dei posti letto e quella dell’Ospedale Marino devono tornare al centro del confronto sulla rete ospedaliera cagliaritana, con l’obiettivo di riportare equilibrio nella rete traumatologica dell’area vasta e consentire al Brotzu di svolgere il proprio ruolo di ospedale hub regionale senza dover supplire alle carenze del resto del sistema.











