Nomina del Direttore amministrativo dell’ARNAS Brotzu, Schirru (Alleanza Sardegna):
Nuove polemiche sulla nomina del Direttore amministrativo dell’ARNAS “G. Brotzu” di Cagliari. Dopo aver denunciato il quadro di forte instabilità che caratterizza la sanità sarda, tra aziende senza Direttore generale, assessorato alla Sanità retto ad interim e incarichi apicali privi di una guida stabile, Stefano Schirru di Alleanza Sardegna torna ad attaccare la Regione sulla legittimità dell’incarico amministrativo.
Secondo Schirru, la risposta ufficiale della Regione, che ha liquidato come “prive di senso” le osservazioni sollevate, evita di affrontare il vero nodo giuridico della vicenda e propone una lettura “parziale e strumentale” delle norme. Il richiamo all’assenza dell’elenco regionale degli idonei, afferma, non incide sul requisito fondamentale previsto dalla legislazione statale per la nomina del Direttore amministrativo.
“La Regione fonda la propria posizione su una deroga introdotta dalla legge regionale n. 24 del 2020 – spiega Schirru – ma tale deroga non può prevalere sull’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 502 del 1992, che ha natura imperativa e pone limiti chiari alla competenza regionale”.
A sostegno della propria tesi, Schirru richiama la sentenza n. 12030 del 6 maggio 2021 della Corte di Cassazione, che stabilisce come l’esperienza dirigenziale richiesta per l’incarico di Direttore amministrativo debba essere maturata esclusivamente nel settore sanitario, pubblico o privato, e in strutture di media o grande dimensione.
“La Cassazione è inequivocabile – sottolinea – ogni interpretazione diversa è priva di fondamento giuridico”. La stessa pronuncia chiarisce che la mancanza di tali requisiti comporta la nullità del contratto di nomina, come già accaduto in casi analoghi.
Nel mirino resta la posizione del nuovo Direttore amministrativo dell’ARNAS Brotzu, figura chiamata a gestire gli aspetti economici, finanziari e organizzativi di uno dei principali poli ospedalieri dell’Isola, in una fase segnata da gravi criticità del sistema sanitario regionale.
“Il rispetto delle leggi dello Stato e delle sentenze definitive – conclude Schirru – non è un’opzione, ma un dovere per chi governa la sanità pubblica”.











