Niccolò Dessi, gioiello del tennis sardo a Monte Urpinu: il giovane talento si racconta

Una famiglia di sportivi visto che anche Marco è tennista mentre il papà Gigi è stato un buon ciclista dilettante. “Mi ha insegnato a sacrificarmi? Diciamo di sì, anche” risponde dopo averci pensato un po’. Quindici anni e già tanta esperienza con diversi circoli alle spalle: A Settimo, al Margine Rosso di Quartu e ora la decisione di andare a migliorarsi a Roma

Niccolò Dessì ha di che essere soddisfatto. Ha centrato l’obiettivo di arrivare al tabellone principale dei campionati italiani di seconda categoria e da domani in poi per il quindicenne della Pisana Roma tutto quello che verrà sarà di guadagnato. Non è stato facile superare il terzo turno di qualificazioni, perché Parigi è stato un osso duro e poi perché dopo un primo set in discesa (6-1) e una bella rimonta da 1-4 nel secondo, ha avuto una palla del match sul 6-5 ma l’ha fallita con un doppio fallo finendo per perdere lo stesso set (6-7) e dover ricominciare tutto da capo. “Sono i momenti in cui bisogna tenere la calma – dice pochi minuti dopo aver chiuso 6-4 al terzo – ma questa vittoria la volevo troppo. Lì per lì mi sono arrabbiato di brutto ma alla fine ce l’ho fatta”. Mentre parla, poco più in là il fratello maggiore Marco lo ascolta e trova il modo di scherzarci un po’: “Poteva far meglio, ma alla fine quel che conta è portare a casa il risultato”.

Una famiglia di sportivi visto che anche Marco è tennista mentre il papà Gigi è stato un buon ciclista dilettante. “Mi ha insegnato a sacrificarmi? Diciamo di sì, anche” risponde dopo averci pensato un po’. Quindici anni e già tanta esperienza con diversi circoli alle spalle: A Settimo, al Margine Rosso di Quartu e ora la decisione di andare a migliorarsi a Roma.  Una giovane carriera per la quale non dimentica di ringraziare Francesco De Francisci, (“il primo maestro”), e quello attuale Carlo Masini (“con cui  sto facendo un buon percorso”). I mugolii degli avversari durante gli scambi non lo infastidiscono: “Se sono fatti di proposito, e non parlo di oggi, per tentare di deconcentrarmi non ci faccio caso. Casomai i rimbalzi falsi della pallina sul terreno o i nastri a sfavore: ecco di quelli sì che ne farei volentieri a  meno”. L’analisi dell’incontro è lucida: “ Nel primo set ho giocato bene, ho fatto le cose giuste e sbagliato poco. Nel secondo mi sono distratto e in un attimo mi sono ritrovato sull’1-4. Ho rimontato e poi quel doppio fallo poteva costar caro. Diciamo che non sono ancora bravo a gestire quelle situazioni. Al terzo ho tenuto alta concentrazione perché volevo andare avanti”. E adesso arriva il bello.


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